I media civici secondo Lorenzo Dellai

i media civici secondo Lorenzo Dellai tratto da “Riprendere il cammino” ed. Franco Angeli


“Serve certamente, come già accennato, una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scelta dei parlamentari. Servono anche nuove regole, peraltro previste dalla Costituzione, per la disciplina della vita interna dei partiti e per la loro trasparenza amministrativa.
Ma serve, soprattutto, rifondare il principio stesso della politica, che è fatta di partiti ma non solo di partiti. La partecipazione politica è multiforme, variabile, plurale. Va rilanciata in tutte le dimensioni: in una società connotata da un deserto partecipativo, sarebbe ben difficile pensare all’esistenza di partiti veri e democratici.
Una delle modalità della partecipazione politica che dobbiamo riprendere e valorizzare è il riunire rispetto al solo comunicare. Serve ricordare la democrazia diretta di Atene, il mito fondativo per cui a tutti è permesso dire tutto, e farla diventare partecipativa. La tecnologia ateniese era la piazza, ora la tecnologia che permette alle persone di riunirsi è soprattutto il web. La conoscenza è cambiata perché è cambiato il rapporto tra la comunità e la democrazia. Internet oggi struttura la società. La vecchia piazza espropriata dalla vecchia tecnologia della televisione, è ritornata luogo di incontro grazie alla nuova tecnologia dei media civici. Basta ricordare gli incontri di piazza a Seattle, quelli della primavera araba e quelli dei referendum italiani. Il web come strumento organizzativo per ritrovarsi come nella piazza ateniese.
Riunirsi per raccontarsi una prospettiva, per riscoprire il senso di stare insieme. E’ finito anche il tempo della democrazia a intermittenza, il vuoto, il silenzio del confronto tra un elezione e un’ altra. I partiti e i politici continuano a utilizzare il web come mero strumento pubblicitario, ma è una politica vecchia, verticale, che parla a una sola voce. E’ finito anche il tempo dei sondaggi che dettano modi, tempi e argomenti del confronto politico. Le reti sociali grazie al web propongono nuove agende politiche ogni momento e la comunicano a tutto il mondo. La politica si deve connettere alla democrazia partecipata utilizzando i nuovi media civici, per poi confrontarsi in piazza come succedeva nell’antica Grecia per prendere le maggiori decisioni collettive; si riunivano già nell’antica Roma, quando occorreva ricorrere al parere del popolo per assumere una decisione; si riunivano in Francia i comunardi per dare inizio alla rivoluzione democratica; si riunivano i primi americani nei tea party per protestare contro i dazi inglesi e costruire sulla protesta la Rivoluzione Americana. Si riuniscono le nostre cooperative per decidere le regole di funzionamento dell’impresa in cui sono impegnati e si riuniscono le nostre comunità locali per prendere decisioni. Si riuniscono, ancora oggi in molti valli del Trentino, i capifamiglia (detti “capifuoco”) per decidere come amministrare i beni collettivi, beni cioè che non sono ne pubblici ne privati ma, appunto di tutti e di ciascuno dei componenti della comunità.
Un tempo la gente si radunava intorno alle cattedrali, per vendere, per comprare, per parlare, semplicemente per vedere le altre persone. La riunione, nella quale tutti partecipano e ognuno esprime il suo sentimento, oltre che la sua ragione, è la forma democratica più elevata. E’ comunicazione, è multilaterale, è insieme un comunicare e un ascoltare. Per questo non possiamo lasciare la democrazia nelle mani di Facebook o Twitter, sono strumenti non democraticamente responsabili poichè regolano le loro decisioni in base a scelte di mercato. Uno dei compiti della politica è e sarà sempre più quello di contribuire insieme alla comunità alla creazione e alla partecipazione di nuovi media civici strumenti utili per la ricostruzione del tessuto sociale ambiente dove la decisione collettiva assume valore quanto più grande è numero di persone vi partecipa. Siamo troppo affezionati alla nostra democrazia, per volerla sostituire con Facebook.”

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Il web influenza i risultati elettorali?

Il 26 ottobre qui in Trentino ci sono le elezioni per eleggere il presidente della provincia. In corsa sostanzialmente il governatore uscente Lorenzo Dellai con l’ UPT per il centro sinistra e Sergio Divina, senatore della Lega Nord per il centrodestra.

Ci sono alcune caratteristiche interessanti: nel centro sinistra c’è un alleanza PD e UDC (molto vicina forse anche a livello nazionale) e poi Autonomisti, UPT e altri; nel centrodestra invece c’è un sodalizio tra la lega, An, Pdl, altri  e una lista di estrema destra (fiamma tricolore) che Berlusconi ha invece evitato.

Alcuni giorni fa è apparso sul blog di Lorenzo Dellai un commento ad un post dal titolo “Botte targate fiamma” Il post inizia così:

– Leggo sui giornali che hanno un volto e un nome i due che l’altroieri hanno malmenato un barista a Rovereto accusandolo di essere “antifascista”. Non solo: hanno anche una bandiera politica, quella della Fiamma tricolore. Uno di loro è candidato alle provinciali: lo sa questa persona che se può farlo è perché in Italia c’è una democrazia, e questa democrazia nasce dall’antifascismo? –

Il commento poi:

In pratica un candidato del centrodestra teneva un sito con richiami, immagini e motti agl’ideali fascisti, al revisionismo, alla morte degli ebrei e molto altro. Il blog è stato rimosso dallo stesso autore ma con webarchive è facile trovarlo qui:

http://web.archive.org/web/20071228015203/http://sopramontetrento.splinder.com/

Di ieri poi un altro commento che elenca una serie di link collegati ad altri in lista per il centrodestra.

I giornali locali hanno dedicato grande spazio all’accaduto. Qui L’Adige e qui il Trentino

Chiedo agli esperti 1 2 e ai tanti altri: può influire sul risultato elettorale tutto questo? Quanti punti può spostare il Web a favore di uno o dell’altro?