La storia che non c’è

Qual’è il compito dei quotidiani locali qui in Trentino? Quello di fare inchieste, segnalare problemi, raccontare il territorio? No, qui quasi sempre non è cosi e vorrei che qualcuno allora mi spiegasse qual’è il compito e perché sono utili alla comunità e al territorio. L’esempio del racconto che fanno della sanità in Trentino è un esempio. Da più di un mese, per chi ha voglia di comperarli e di leggerli, il tema fondamentale per la comunità sono gli enormi problemi della sanità. I quotidiani locali dettano l’agenda politica e la narrazione del territorio su questo tema.
Ma i fatti dicono che in Trentino non ci sono enormi problemi sanitari, tutt’altro. Basta leggere non le solite classifiche che a loro volta dettano altre agende e altri racconti ma che ne so gli indici di valutazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ente pubblico del Ministero della salute,
oppure l’egregio lavoro svolto dalla scuola universitaria superiore San’Anna di Pisa
Certo ci sono dei problemi, che anche i media hanno il compito di segnalare ma la sanità in Provincia di Trento funziona e bene. Allora a chi giova il gossip, il sentito dire, un’informazione da giornale di metropolitana che fanno i quotidiani locali? Perché i giornalisti non digitano su Google qualcosa e vanno cercare un po’ di dati?
Un territorio deve essere raccontato per come stanno le cose, con i dati e nient’altro. Siamo in un periodo difficile, l’autonomia è sempre in discussione. Quale contributo danno i giornali alla comunità raccontando una storia che non esiste? Forse quella di dare credito a quelli che vedono ancor l’autonomia come un privilegio, alle migliaia di turisti che arrivano in Trentino e leggono una storia che non esiste della sanità locale? E’ compito anche dei giornali, anche se io ne farei sicuramente a meno almeno di quelli locali, tutelare il patrimonio del nostro territorio raccontando i fatti per come sono, con un metodo responsabile e consapevole.

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