La storia che non c’è

Qual’è il compito dei quotidiani locali qui in Trentino? Quello di fare inchieste, segnalare problemi, raccontare il territorio? No, qui quasi sempre non è cosi e vorrei che qualcuno allora mi spiegasse qual’è il compito e perché sono utili alla comunità e al territorio. L’esempio del racconto che fanno della sanità in Trentino è un esempio. Da più di un mese, per chi ha voglia di comperarli e di leggerli, il tema fondamentale per la comunità sono gli enormi problemi della sanità. I quotidiani locali dettano l’agenda politica e la narrazione del territorio su questo tema.
Ma i fatti dicono che in Trentino non ci sono enormi problemi sanitari, tutt’altro. Basta leggere non le solite classifiche che a loro volta dettano altre agende e altri racconti ma che ne so gli indici di valutazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ente pubblico del Ministero della salute,
oppure l’egregio lavoro svolto dalla scuola universitaria superiore San’Anna di Pisa
Certo ci sono dei problemi, che anche i media hanno il compito di segnalare ma la sanità in Provincia di Trento funziona e bene. Allora a chi giova il gossip, il sentito dire, un’informazione da giornale di metropolitana che fanno i quotidiani locali? Perché i giornalisti non digitano su Google qualcosa e vanno cercare un po’ di dati?
Un territorio deve essere raccontato per come stanno le cose, con i dati e nient’altro. Siamo in un periodo difficile, l’autonomia è sempre in discussione. Quale contributo danno i giornali alla comunità raccontando una storia che non esiste? Forse quella di dare credito a quelli che vedono ancor l’autonomia come un privilegio, alle migliaia di turisti che arrivano in Trentino e leggono una storia che non esiste della sanità locale? E’ compito anche dei giornali, anche se io ne farei sicuramente a meno almeno di quelli locali, tutelare il patrimonio del nostro territorio raccontando i fatti per come sono, con un metodo responsabile e consapevole.

Perché colonizziamo ancora?

Da più di un decennio in Africa è in atto una nuova colonizzazione. Quella occidentale non è mai finita e quella cinese è così appena partita. La cinese occupa e sfrutta territori in cambio di denaro e grandi infrastrutture e i governi locali cedono. Grandi infrastrutture che spesso resteranno inutilizzate perché anche i cinesi come facemmo noi occidentali costruiscono senza conoscere il territorio, la cultura e i bisogni delle comunità. I cinesi ora stanno nelle sale d’attesa dei governi africani (subsahariani) davanti agli statunitensi mentre gli europei quasi non entrano nemmeno. Quella occidentale si è trasformata e sta riprendendo forza grazie ai grandi investimenti di Facebook, Google a altri della Silicon Valley supportati dal governo Usa. Progetti come internet.org, il Google ballon e molti altri stanno provando a coprire l’Africa di banda e infrastrutture per il Web gestita in toto da queste grandi multinazionali. Disporre in un prossimo futuro delle reti di informazioni e di conoscenza dell’Africa permetterebbe agli Stati uniti di tornare alla pari nelle sale d’attesa dei potenti africani. 

La nuova guida alla cooperazione allo sviluppo preparata da Unimondo Face2Facebook con Fabio Pipinato e molti altri con il supporto della Provincia autonoma di Trento – Pagina Ufficiale propone nuovi metodi per fare cooperazione allo sviluppo equilibrata, sobria e intelligente. Grazie.

Uber nel 1851

Contrapporre Uber ai Taxi, Airbnb a Booking.com non fa bene soprattuto a chi cerca di campare dignitosamente lavorando per l’uno o per l’altro. Goldman Sachs che finanzia bene Uber, uscirà indenne anche da questa lotta. Ma i lavoratori? Chi sta convertendo la propria cucina in ristorante, la propria auto in taxi per talento o per bisogno quanto è tutelato? Da Uber, dalla Goldman Sachs, dallo Stato? Protezione sociale pari a zero, assunzione di rischi, nessuna possibilità di contrattazione. Ma nonostante questo è facile vederli come i nuovi paladini dell’innovazione sociale per un economia della condivisione che spezza l’economia industriale o finanziaria  D’altra parte la retorica e lo storytelling delle startup del web 2.0 è molto più forte di quello della banche e delle economie industriali e per le persone diventa di nuovo facile schierarsi dalla loro parte. Anche questa volta ricorrere alla storia può aiutarci, se non altro a capire. Nel 1851 a Londra all’inizio della Great Exhibition, a proposito di Expo, iniziarono a circolare i bus pirata che diventarono presto fenomeno nazionale tanto da farci una canzone che divenne presto molto popolare.

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Chiunque avesse bisogno poteva rivolgersi guardando le varie bacheche sparse per la città e utilizzare i bus pirata a prezzi di molto vantaggiosi. Vantaggiosi di molto rispetto ai bus tradizionali perché i bus pirata non pagavano come doveva fare la  London General Omnibus Company (LGOC)  l’azienda ufficiale dei trasporti, la pulizia delle strade visto che ogni giorno i bus erano trainati da circa 50 mila cavalli. I cavalli “ufficiali” poi dovevano essere alimentati e mantenuti secondo precise normative che spesso le compagnie pirate non seguivano. Nel 1851 le bacheche ora l’app di Uber. Allora lavoratori sfrattati dalla loro case per costruire l’Expo londinese a Hyde Park e la nuova working class adesso le nuove categorie sociali che provano a sopravvivere alla crisi. E pochi anni dopo nel 1863  sempre e a Londra un altro scontro tra innovatori sociali avvenne tra chi voleva una ferrovia di superficie per diminuire cavalli e carrozze e chi voleva i primi tre km di metropolitana. Vinsero i secondi dopo una serie di incontri pubblici voluti dal Parlamento dove si spiegava alla popolazione vantaggi e svantaggi con una serie di dati e di informazioni fatte con metodo.

Possiamo definire Uber come pirati della proprietà intellettuale dei taxisti come sta provando a fare il governo francese? Nel 1851 non capitò. Si tratta di trasformazioni e è inutile imporre ricorsi storici passati al presente e al futuro che ci aspetta. Le trasformazioni devono essere studiate, elaborate, narrate, con metodo magari iniziando a riconoscere quello che Luca definisce bene come il Grande Wow.

Il palazzo delle Albere, a Trento

Al palazzo delle Albere ci si possono fare tante cose. Qui una di queste.

La narrazione del progetto Palazzo “le Albere”

Un luogo dedicato a laboratori, spazi espositivi e formativi che raccolgano le esperienze del territorio Trentino tra ricerca, scienze e arte

1. un laboratorio con esperienze residenziali a tema Arte e Scienza, con artisti che si confrontano con i temi più avanzati della scienza che si fa in Trentino (dalla genetica per l’agricoltura alla semantica, dallo studio delle reti alla divulgazione avanzata); gli artisti possono essere scelti tra quelli che lavorano sui materiali tecnologicamente avanzati, sulla base di programmi di indagine che ci interessano di più (basta immaginare come si trasforma il senso del turismo quando lo si pensa come viaggio, cioè esperienza culturale e umana a 360 gradi…)
2. ovviamente gli artisti sarebbero internazionali e potrebbero fare seminari in lingua per i ragazzi trentini (compresi quelli che fanno l’università in architettura, design, materie umanistiche) (progetto Trilingue)
3. questo alzerebbe il tono culturale del centro che peraltro sarebbe in parte dedicato a fare da incubatore di imprese culturali innovative (per la scuola del futuro, per le news del futuro, per lo storytelling del futuro…)
4. in più ci sarebbe uno spazio di coworking sul modello di Settimo Torinese (i coworker non pagano l’affitto in denaro ma in lavoro per il centro)
5. ci sarebbe infine una sorta di centro linguistico con l’intento di fare da ponte per il Trentino che parla con il mondo, per la traduzione in varie lingue delle presenze online dei trentini, per corsi di lingua operativi… stage di studenti stranieri in trentino per raccontare il territorio e insegnare le lingue attraverso l’operatività di un progetto per il quale li chiamiamo a Trento…
6. ma la chiave narrativa di tutto sarebbe una sorta di roadmap rivisitata, orientata al centro strategico del nuovo Trentino: agricoltura, turismo, cultura (quindi ci sarebbe anche una sorta di centro di orientamento per raccontare la strategia del trentino e quello che fa di avanzato nei settori chiave della sua economia…)
7. tutto questo potrebbe interessare Muse, Mart, università eventualmente. E si potrebbe creare una relazione stabile con entità internazionali come Ars Electronica o – tanto per fare un esempio il Media Lab del MIT di Boston.

Il progetto si basa su un Business Plan quadriennale, con un break even al terzo anno messo a punto e sperimentato con successo in una precedente esperienza di fondazione di una nuova accademia di Belle Arti sul capoluogo lombardo. La criticità è la fase di avvio che viene ammortizzata attraverso un’adeguata forma di compensazione di valore (ex: comodato d’uso dell’immobile) riassorbito dopo tre anni. Il BP prevede al terzo anno l’avvio di utili e un pareggio tra il quarto e il quinto.

Dalla cultura del consumo alla cultura attiva dell’informazione

“Il giornalismo dopo il giornalismo” oppure “La distruzione dell’autore” oppure ancora “La Pirateria è il metodo civico per la gestione del bene comune”.
Scegliete voi che titolo dare a questo piccolo post.
Rirkrit Tiravanija è un artista situazionista o concettuale. Una delle sue opere piu importanti è il racconto attraverso un video di uno spostamento da una città a un’altra, sede di una mostra dove avrebbe dovuto presentare una sua opera. Il tragitto diventa più importante dell’opera stessa. Il tragitto tra due luoghi è piu importante del luogo stesso da raggiungere, gli incontri con un barman, con degli studenti, con un taxista sono piu importanti degli individui che li generano.
Le sue opere confrontano il senso costitutivo della propria vita parallelo a quello della costruzione di senso dell’opera. Sono opere con un forte componente di dono. Si entra nelle sue installazioni artistiche e le si usa.
O come Pierre Huyghe (raccontato nel libro “Post produzione” di Bourriad) che rifà La finestra su cortile di Hitchcok in una periferia di Parigi con persone prese tra tante lasciando a chi guarda nuove e moderne chiavi di lettura usando l’opera di uno straodinario regista.
E i musicisti quando compongono sanno benissimo che ci sarà un altro musicista che farà un sampling della sua musica. O un dj che la modificherà. Si chiama post produzione.
Perchè non ha più senso parlare di copyright, di furto di notizie, di eccessiva abbondanza di notizie; una ormai vecchia litania che continuiamo a sentire nei produttori profit di conoscenza. Anche gli artisti, come gli hacker stanno smontando il copyright. Ora tocca ai cittadini.
Anche chi scrive su facebook, su un blog, su twitter su qualunque social media fa post produzione. E lo dovrà fare sempre più cercando di impedire che le sue relazioni umane siano di interesse industriale. Leggi un libro o guardi un’opera d’arte? sei un pirata! Lo stai interpretando, lo stai utilizzando, lo stai modificando. La costruzione della conoscenza passa da un’aggregazione che facciamo a ogni istante di tutti gli oggetti d’arte, libri, racconti, che abbiamo interpretato. Postproduciamo conoscenza utilizzando e interpretando tutte le informazioni con cui siamo venuti in contatto. E la sovraproduzione che ne consegue non è più un problema ma come parte opportunità del nuovo ecosistema dell’informazione.
Dalla cultura del consumo dell’informazione alla cultura dell’attivita. Usiamo tutta la conoscenza della Rete, rispettiamo l’opera d’intelletto dell’autore, ma duplichiamola, iterpretiamola, modifichiamola. Il mercato dei vecchi media giornali e tv non è altro che un mercato delle pulci. La loro produzione deve essere riciclata e diventare altro. Il boicottaggio, la manipolazione, la pirateria appartengono ala cultura dell’attività.

Gutenberg, l’inventore di Periscopie

Federico Zappini mi chiede un commento per la sua bella analisi sulla app Periscopie. Ecco i miei due cents.

Periscope è un’ app molto bella. Anche il nome è molto bello così cm il design di interfaccia e d’uso che gli ha permesso di essere comprato da Twitter per quasi 100 milioni di dollari mentre Brightcove e altri servizi simili di streaming video live arrancano da anni. Pare che uno dei primi promotori e utilizzatore del periscopio sia stato Gutenberg, che evidentemente aveva nei geni nel far vedere alle persone le cose come stanno. Tanto che lo propose ai partecipanti a un festa religiosa a Achen in Germania per permettere loro di vedere cosa succedeva oltre le proprie teste. Dal periscopio alla macchina da stampa. Poi il periscopio prese un strada diversa, uno strumento traditore, io sto nascosto, ti vedo e ti siluro. Come sempre l’utilizzo della tecnologia passa dalla responsabilità dell’umanità. Gutenberg ne proponeva un uso utile sociale, altri lo utilizzarono per scopi molto meno nobili, anche traditori e pericolosi. Per Periscopie credo varrà lo stesso. Sarà l’ennesimo straordinario strumento a disposizione, di cui abbiamo naturalmente paura, per aumentare le idee in circolazione tra le persone. Uno strumento anche per chi fa informazione responsabile come il risultato di una ricerca. E tanto migliore sarà il metodo, compreso l’utilizzo di Periscopie, con il quale é condotta la ricerca tanto maggiore sarà la qualitá dell’informazione che ne emerge. Periscopie o periscopio che siano.

Dove c’è molta luce c’è anche molta ombra.

La democrazia rimane il miglior mondo possibile. Gli aggettivi che si possono aggiungere rappresentativa, deliberativa, partecipativa, trasparente possono solo servire a valorizzarla ma sempre senza essere predominanti. Forse è il momento però di darle una mano. Siamo elettori del 21esimo secolo e lo spazio pubblico o la discussione pubblica intorno alle elezioni di fatto è ancora costruito con la tecnologia del 15esimo secolo. Lo si vede da tanti episodi come dai tanti operai che in questi giorni, ad esempio in Trentino, preparano sulle strade le strutture per appiccicare i manifesti elettorali dei candidati per le elezioni delle prossimi assemble cittadine. E al cittadino non può non salire lo stesso stato di ansia, mista a noia e angoscia che si trova nelle prime pagine del libro di Saramago “l’elogio della lucidità” dove in una città qualunque di un paese qualunque il mio , il tuo, il vostro il giorno delle elezioni piove a dirotto, una tempesta perfetta. Ai seggi non si vede nessuno fino a sera quando improvvisamente quasi tutti vanno a votare per poi scoprire al conteggio che piu del 70% dei cittadini ha scelto la scheda bianca. Nel libro questo fatto porta il governo a indire nuove elezioni e poi a inaudite spirali di violenza e accuse insensate del potere contrapposte alla pacatezza e solidarietà tra i cittadini. Nella mia città tutto questo si risolve con modi e toni di discussione noiosi e irresponsabili di purtroppo molti che si stanno preparando per sedere a queste assemble. Stessi toni e modi che usano i loro partiti. Ma come possiamo dare una mano alla democrazia? Certamente i media civici e la nuova infosfera possono contribuire cosi come l’utilizzo dei dati per la trasparenza. A patto che non vengano usati come una caccia alle streghe, come hanno fatto e stanno facendo i media tradizionali in questi anni. Per non finire così a essere noi cittadini il grande fratello che osserva la politica. Perchè la politica non ne ha bisogno e nemmeno noi. Goethe, che l’umanità la conosceva bene, scriveva dove c’è molta luce c’è anche molta ombra. Il metodo dell”infosfera civica ci può dare una mano.

Lo storyboard di un nuovo movimento politico

Per avere in mente l’insieme delle attività online di un’organizzazione si può costruire una sorta di storyboard.

  1. In principio
  2. Gruppi di animazione, territoriale e settoriale
  3. Informazione
  4. Contesti
  5. Istanze
  6. Decisioni per il mutuo soccorso
  7. Decisioni che coinvolgono le istituzioni
  8. Progetti operativi
  9. Campagne per sostenere i progetti
  10. Raccolta risorse per realizzare i progetti
  11. Accountability: risorse e risultati

 

  1. In principio sul territorio

La storia comincia dall’azione di un gruppo di persone che mettono insieme un programma e delle idee dettagliate ma aperto al contributo di tutte le persone di buona volontà, disposte a mettere in comune idee e azioni per realizzare quel programma destinato a migliorare il paese. Il gruppo, ovviamente, si deve dare un’organizzazione, un metodo, un coordinamento e una struttura di comunicazione. Tutto questo, finalizzato a fare emergere un programma intelligente, comprensibile, che trova consenso: per poi realizzarlo.

La descrizione della costituzione e degli obiettivi del gruppo principale è il punto di partenza della presenza online. Le notizie su questo gruppo fondatore si aggiornano, dando conto delle varie parti del programma in relazione alle questioni di attualità che emergono.

  1. Gruppi di animazione, territoriale e settoriale

Ogni gruppo di persone disposte a dare una mano prende in carico uno o più temi del programma, approfondendo quanto già sviluppato dalla governance del partito aprendo nuove tematiche, con nuovi punti di vista: sia per quanto riguarda il loro territorio, sia per quanto riguarda il loro settore di attività. Stabiliscono un metodo di lavoro, restano in collegamento con gli altri gruppi, si fanno sentire costantemente nella loro constituency e con il sistema costituito per la governance. Questi a loro volta li aiutano a far valere la loro voce.

  1. Informazione

I gruppi di persone nel territorio e nei settori raccolgono informazioni sui temi toccati dal programma iniziale. Oppure su quanto di altro sembra loro importante. Lo fanno seguendo un metodo fattuale, basato sulla documentazione, la verifica, il rispetto dei dati. In quanto pensano che i fatti siano ciò che le persone hanno in comune. In questo modo raggiungono altre persone, alcune delle quali si attivano proprio allo scopo di conoscere e far conoscere meglio i fatti. E i risultati di queste ricerche vengono comunicati.

  1. Contesti

La capacità dei gruppi più forti dal punto di vista narrativo sarà quella di costruire dei contesti di senso all’interno dei quali vengono valorizzati i fatti scoperti e comunicati dalle persone attive nella raccolta di informazioni. Questi contesti di senso consentono da un lato di sottolineare l’importanza dei fatti, dall’altro di fare emergere esigenze che richiedono un intervento progettuale e programmatico.

  1. Istanze

Dalla consapevolezza generata dall’informazione così emersa e dalla riflessione avvenuta nell’opera di manutenzione dei contesti, emergono problemi da risolvere. E dunque vengono raccolte le istanze relative a ciò che si potrebbe fare. Derivano, queste istanze, dal contributo dei promotori del contesto di senso, incrociato con le proposte contenute nel programma originario dei fondatori, e soprattutto dalla raccolta di opinioni e dalla discussione sulle soluzioni che i cittadini partecipanti riescono a esprimere.

  1. Decisioni per il mutuo soccorso

Le soluzioni proposte vengono aggregate e valutate dai partecipanti con il coordinamento dei fondatori, per garantire la compatibilità delle proposte con il quadro di contesto più complessivo. La prima valutazione può essere quella di decidere se le soluzioni proposte possono essere adottate e portate avanti direttamente dai cittadini.

  1. Decisioni che coinvolgono le istituzioni

Se le soluzioni proposte non possono essere realizzate direttamente dai cittadini ma hanno bisogno dell’intervento delle istituzioni, il percorso di collegamento con queste viene effettuato dai gruppi locali e settoriali con il supporto dei coordinatori. Se le istituzioni comprendono di doversi confrontare con queste questioni, nasce una consultazione.

  1. Progetti operativi

Raggiunta una sintesi sulla realizzabilità e compatibilità di un’istanza e di una soluzione, si progetta l’implementazione. Anche da questo punto di vista i cittadini sono coinvolti. Probabilmente si formano task force operative e si arriva a un piano di lavoro che definisce tempi, risorse, obiettivi del progetto. Nonché le forme di valutazione prevedibili per tenere sotto controllo i risultati del progetto e il loro rapporto con gli obiettivi.

  1. Campagne per sostenere i progetti

Ogni operazione effettuata dai singoli, dai gruppi, dai coordinatori, viene registrata e opportunamente valorizzata nei media sociali, nella home del movimento, nelle varie home di contesto, sui profili dei cittadini. Le tecniche di campagna promozionale sono adottate in pieno, con l’obiettivo di raccogliere risorse per realizzare i progetti. Le attività sul territorio vanno calendarizzate e promosse.

  1. Raccolta risorse per realizzare i progetti e per il mantenimento dell’organizzazione

Le risorse da raccogliere sono probabilmente umane, logistiche e finanziarie.

Le piattaforme di crowdfunding, di reclutamento, di gestione del calendario sono note e si possono usare per questo scopo. Make or buy è la solita scelta. Ovviamente più si riescono a controllare i dati emergenti dall’attività meglio il movimento riesce a conoscere e valutare l’andamento delle sue attività.

  1. Accountability: risorse e risultati

Ogni attività viene monitorata e trasparentemente documentata. Le risorse raccolte, le risorse spese, i risultati ottenuti in relazione agli obiettivi sono costantemente comunicate.

Usando questo storyboard o uno simile si può tenere sotto controllo lo sviluppo del sistema nel suo complesso e contemporaneamente approfondirne i particolari senza perdere di vista l’insieme.

Un metodo per incubare nuove iniziative politiche

La progettazione di un nuovo cantiere politico non va pensata a partire dalla comunicazione ma a partire dall’organizzazione.

L’identità è quella di un movimento di idee. Uno degli obiettivi può essere ovviamente la realizzazione del programma. Ne consegue la necessità di un’organizzazione: un’organizzazione che crea le connessioni tra le idee e le persone, che spiega, ascolta, impara, discute, comunica, agisce in piena trasparenza metodologica.

La comunicazione – in rete – è una conseguenza di questa organizzazione. Perché la rete è molto più di uno strumento di comunicazione. E nel contesto della rete, la credibilità di ciò che si comunica è tanto maggiore quanto più evidente è il rapporto tra il messaggio, il metodo che lo genera e l’azione che ne consegue.

Metodo per le informazioni e le discussioni

Se l’identità del movimento di idee è quella di un programma che evolve con il contributo dei cittadini, il primo problema è il metodo con il quale si discute intorno al programma e lo si fa evolvere. I media civici sono una soluzione per questo problema. Perché propongono piattaforme sulle quali i cittadini scambiano informazioni e discutono istanze con, appunto, un metodo.

In pratica si pubblicano idee e programmi in capitoli sui quali aprire la discussione e si animano le azioni per raccogliere le istanze, con un chiaro percorso per definire le modalità con le quali le idee raccolte saranno utilizzate. La discussione dovrà essere composta di capitoli locali-territoriali, nazionali, europei e internazionali, oltre che settoriali e macroeconomici.

Occorrerà attivare una squadra di animatori e responsabili della qualità delle discussioni su queste piattaforme. Possono riunirsi in una sorta di assemblee cittadine.

Ogni aggiornamento, istanza, scambio di informazioni, si manifesta all’esterno con forme di comunicazione che tendono a far conoscere come evolve la discussione sul programma in modo puntuale per gli interessanti e orientato a diffondere la conoscenza degli argomenti in discussione. Questa attività evidentemente diventa a sua volta una forma efficace di comunicazione.

Per quanto riguarda la raccolta di informazioni sul background delle istanze, una delle forme più interessanti di attivazione è la forma del “contest” con comunicazione ampia dell’opportunità offerta e scelta del “premio” coerente con il contesto di senso della raccolta di informazioni. Per esempio, si può pensare a contest disegnati per i giovani: la selezione si fa in base a una prima fornitura di dati utili e secondo regole che comunque portano valore alla piattaforma; il premio. sempre per esempio, sarà per loro un’esperienza professionalizzante che li porterà a produrre altro materiale ulite alla raccolta di informazioni coerenti con le istanze considerate.

Ogni attività citata genera profili dei partecipanti che possono essere a loro volta utilizzati per ulteriori attività di partecipazione. Come le campagne di promozione.

Campagne di promozione delle istanze adottate

Per ogni istanza che viene proposta dal movimento o ricevuta dai cittadini e adottata dal movimento, occorre prevedere una forma di campagna. Le principali competenze in questo settore sono spesso nell’organizzazione di eventi e nel nuovo marketing evoluto con storytelling, data visualization, invito all’azione.

Le piattaforme di questo settore sono quelle che

  1. ascoltano la discussione in rete
  2. promuovono le istanze con tutti gli stumenti consentiti dalle piattaforme esistenti
  3. creano nuovi canali di contestualizzazione e generazione di attenzione, con obiettivi precisi e raggiungibili, eventizzando ogni passaggio delle campagne, chiedendo aiuto a testimonial coerenti con le istanze
  4. raccolgono fondi e adesioni
  5. comunicano trasparentemente come vengono spesi i fondi raccolti, danno costantemente feedback a chi ha aderito, comunicano a tutti come procede l’avvicinamento all’obiettivo

Per queste attività molte piattaforme esistono già. Di certo vanno usate le più frequentate da Facebook a YouTube, da Twitter a Linkedin, ecc, a seconda delle attività previste. La raccolta dei dati sui partecipanti non può essere trascurata e dunque una piattaforma sulla quale i profili dei partecipanti si raccolgono autonomamente dalle piattaforme commerciali va presa in considerazione. Una piattaforma per la gestione trasparente dei fondi, l’organizzazione di meeting e workshop è per esempio Nation Builder.

Decisioni da suggerire alle istituzioni e scelta di soluzioni di mutuo soccorso

Raccolta di istanze e campagne possono essere pensate come precondizioni per la definizione di obiettivi da raggiungere e delle strade necessarie a raggiungerli.

Alcune questioni si possono risolvere con operazioni di mutuo soccorso da parte dei cittadini. Una struttura per il matching delle esigenze e lo scambio di valore può essere organizzata prendendo spunto da molte piattaforme tipo banca del tempo o tipo marketplace: in base alle esigenze emergenti e ai progetti emergenti per affrontarle un movimento di idee si trasforma in un incubatore politico che sostiene i cittadini che si sostengono tra loro.

Altre questioni possono invece essere risolte solo attraverso una relazione con le istituzioni e possono essere affrontate offrendo alle istituzioni strumenti per le consultazioni e abbiano la possibilità di integrare forme di decisione partecipata che tengano conto, per esempio, delle compatibilità di bilancio.

Il movimento può mettere a disposizione dei cittadini che svolgono attività di mutuo soccorso o delle istituzioni che vogliono attivare forme di decisione partecipata delle soluzioni per facilitare le loro iniziative. Si tratta di una sorta di “incubatore di iniziative politiche”.

Africa. New trade for the citizens data management 

In October 2014, a British research foundation presented a survey on the value of data produced by each citizen, but what exactly are they? They are all the contents posted on Facebook,Twitter, Instagram, or Youtube; e.g. the grocery shopping, the phone call duration, the digital economic transition, the cost to park a car, the sanitary informations, the educational information and so on. The contents are so important that recent estimates demonstrate that each second, eighty new objects are connected to internet each second, 7 million  object per day. Suddenly, we get aware that whatever we do in everyday life could have a high economic value. All that represents internet of things; it means that more and more objects , with detector, are connected to internet. The annual value of those information produced by citizens is of 21 billion of euros, the same as the british GDP (Gross domestic product).
Till today all those data increased the income of the Silicon Valley societies which own the data and they resell them, but a new trade is flourishing. This is represented by the personal services management. The services supply to gather, memorize, manage and share personal data under our control in order to make a better life and take better purchase decisions. A new trade is possible even and especially in Africa which has a hight growth potential regarding the smartphones utilization.