Dove c’è molta luce c’è anche molta ombra.

La democrazia rimane il miglior mondo possibile. Gli aggettivi che si possono aggiungere rappresentativa, deliberativa, partecipativa, trasparente possono solo servire a valorizzarla ma sempre senza essere predominanti. Forse è il momento però di darle una mano. Siamo elettori del 21esimo secolo e lo spazio pubblico o la discussione pubblica intorno alle elezioni di fatto è ancora costruito con la tecnologia del 15esimo secolo. Lo si vede da tanti episodi come dai tanti operai che in questi giorni, ad esempio in Trentino, preparano sulle strade le strutture per appiccicare i manifesti elettorali dei candidati per le elezioni delle prossimi assemble cittadine. E al cittadino non può non salire lo stesso stato di ansia, mista a noia e angoscia che si trova nelle prime pagine del libro di Saramago “l’elogio della lucidità” dove in una città qualunque di un paese qualunque il mio , il tuo, il vostro il giorno delle elezioni piove a dirotto, una tempesta perfetta. Ai seggi non si vede nessuno fino a sera quando improvvisamente quasi tutti vanno a votare per poi scoprire al conteggio che piu del 70% dei cittadini ha scelto la scheda bianca. Nel libro questo fatto porta il governo a indire nuove elezioni e poi a inaudite spirali di violenza e accuse insensate del potere contrapposte alla pacatezza e solidarietà tra i cittadini. Nella mia città tutto questo si risolve con modi e toni di discussione noiosi e irresponsabili di purtroppo molti che si stanno preparando per sedere a queste assemble. Stessi toni e modi che usano i loro partiti. Ma come possiamo dare una mano alla democrazia? Certamente i media civici e la nuova infosfera possono contribuire cosi come l’utilizzo dei dati per la trasparenza. A patto che non vengano usati come una caccia alle streghe, come hanno fatto e stanno facendo i media tradizionali in questi anni. Per non finire così a essere noi cittadini il grande fratello che osserva la politica. Perchè la politica non ne ha bisogno e nemmeno noi. Goethe, che l’umanità la conosceva bene, scriveva dove c’è molta luce c’è anche molta ombra. Il metodo dell”infosfera civica ci può dare una mano.

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