2400 anni dopo Platone

Platone in uno dei dialoghi del suo ultimo lavoro, Le Leggi, racconta la conversazione di tre amici nel cammino verso il tempio di Zeus sull’isola di Creta. Uno dei tre, inviato dalla città di Cnosso, doveva costruire una nuova colonia e chiedeva aiuto su come procedere per far nascere la città. Come organizzare il potere decisionale, come quello legislativo, quali metodi elettivi scegliere? 2400 anni fa si era ancora scritto e detto poco sulla creazione di democrazia, oggi ne sappiamo qualcosa di più anche se in questi ultimi mesi nuove idee sono entrate nelle conversazioni delle persone.
Democrazia online, democrazia diretta, anche liquida. Il Web può contribuire a migliorare i processi democratici? La democrazia diretta, quella online per intenderci sostituirà quella rappresentativa, il Parlamento? Come Platone e i suoi compari di viaggio anche noi 2400 anni dopo stiamo iniziando un percorso nuovo di cui conosciamo poco. Per questo le informazioni, le conversazioni, l’ecosistema dell’informazione fatto di carta e di Web è importante. Abbiamo bisogno di informazioni per apprendere, per essere consapevoli sui metodi, sui contenuti e sulla tecnologia. Il Web, i media civici così diversi dai social network che conosciamo Facebook, Twitter, sono un’opportunità. I media sociali sviluppano socialità, in tutte le sue forme. Il che, come nota Eli Pariser in The Filter Bubble (2011), può anche significare che sviluppano aggregazioni chiuse, ideologiche o altro, che contribuiscono a dividere l’insieme della società in un insieme di minoranze che non comunicano tra loro. I Media Civici tendono invece a corrispondere alle strutture di una collettività generale che costituisce un terreno comune nel quale possono incontrarsi tutte le minoranze per arrivare a decidere insieme in base a regole e metodi condivisi per ciò che attiene la convivenza civile.
Nascono intorno al tema del bene comune, all’informazione di mutuo soccorso, alla produzione responsabile di contenuti di qualità, creati con trasparenza, legalità e accuratezza. Con queste premesse diventano naturalmente strumenti possibili per sostenere la democrazia rappresentativa e per facilitare l’impegno civico e la partecipazione della cittadinanza alla costruzione delle politiche pubbliche. Lo sono principalmente attraverso quattro caratteristiche.
La mobilitazione, il lancio di campagne, l’appello ai volontari passano sempre più attraverso il web, meno costoso e capace di raggiungere un pubblico più vasto e mirato. Un flusso di azioni e informazioni che si muove tra rete e mondo fisico senza soluzione di continuità, abilitando la creazione e lo sviluppo di organizzazioni insieme diffuse sul territorio e centralizzate nella comunicazione in un modo prima impossibile.
L’informazione, nel passato le informazioni fornite dalle istituzioni pubbliche erano diffuse da un insieme limitato di agenzie comunicative, come la stampa professionale, le parti sociali o i partiti politici nella loro attività pubblicistica. Tali pratiche di diffusione riguardavano sia la capacità dei media di rendere pubblica l’attività delle istituzioni pubbliche, sia il ruolo di /watchdog/, di controllori della democrazia che i media stessi hanno esercitato negli ultimi secoli. In questo quadro, il primo degli elementi su cui costruire una rinnovata relazione tra istituzioni pubbliche e cittadinanza è il livello dell’informazione disponibile, stimolando due pratiche complementari: la possibilità per la cittadinanza di commentare l’informazione fornita e la possibilità di poter informare l’opinione pubblica in maniera credibile.
La partecipazione, Internet ed il Web non solo possono consentire un maggiore coinvolgimento dei cittadini, ma permettono potenzialmente di abbattere alcune barriere alla partecipazione, quali ad esempio quella geografica o quella anagrafica. L’accesso alla rete e la possibilità di utilizzare strumenti sempre più interattivi consente infatti di pensare ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini in varie attività legate al governo della cosa pubblica. Del resto la stessa idea di un maggiore coinvolgimento dei cittadini alla cosa pubblica affonda le sue radici nei valori politici della democrazia ed in particolare della democrazia partecipativa (Milakovich, 2010).
La legislazione partecipata, i media civici non solo aprono nuove opportunità per la partecipazione attiva alla legislazione, ma pongono i governi di fronte al fatto che vi è aspettativa da parte dei cittadini in merito al loro coinvolgimento attraverso le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.

Non abbiamo bisogno di nuove colonie come i tre amici di Platone, quelle che abbiamo devono essere però costantemente aggiornate, riorganizzate, cogliendo le opportunità che le comunità producono grazie alle persone che le abitano, ai loro talenti e al loro impegno.

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