Ma secondo voi “i like” su fb è un endorsment?

Discussioni in bacheca di facebook:

Salvatore Totò Romano non necessariamente

Roberta Franceschinelli no, a volte sono fatti in maniera un po’ causale o per sfinimento dopo che ti hanno invitato a likare una stessa pagina 100 volte

Pietro Speroni di Fenizio ni

Michele Kettmaier Tutto nasce da questo articolo. I ragazzi di un liceo milanese hanno messo il like su alcuni insulti fatti da uno studente a dei professori in una bacheca su fb. I ragazzi sono stati puniti con voti bassi nella condotta e quindi anche a rischio maturità.http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_giugno_11/liceo-agnesi-insulti-online-professori-linea-dura-2221587507793.shtml

Pietro Speroni di Fenizio Il “Like” di facebook ha molti significati. A volte viene usato per indicare che hai visto qualche cosa. E’ un metodo semplice e veloce per indicare che sei passato e hai visto.

A volte esprime vicinanza. Se una persona racconta della morte di una persona cara il “Like” non vuol dire che sei contento per quello che è successo, ma che sei vicino alla persona che ha scritto il messaggio.

Ovviamente a volte indica anche il fatto che siamo d’accordo con quello che è successo e lo sosteniamo. Nel caso specifico credo che i ragazzi abbiano scritto “like” con questo intento. Ma ovviamente non è provabile. 

E anche se lo fosse non credo si possa (o si debba) criminalizzare i “like”. A QUALUNQUE cosa essi vengano dati. Credo cliccare il like dovrebbe essere coperto dalla libertà di pensiero, anche maggiore della libertà di parola.

Se una persona clicca “like” a una azione terrorista, o a un crimine, o a una corruzione, o a un post che fa una apologia di reato, non credo si debba considerare questo come una condivisione del crimine di chi ha postato quell’informazione all’inizio. 

Se prendiamo questa posizione, otterremo che i Like finiranno per rispecchiare più fedelmente la società. Poi si può decidere come agire. Per esempio è indubbio che Berlusconi personalmente, in vari momenti della sua carriera, avrebbe avuto molti “Like”. Che poi si sono tradotti come voti. D’altra parte sono convinto che sia un ineleggibile avendo il controllo di fatto del più grande gruppo editoriale e televisivo italiano. La gente deve essere libera di cliccare Like. Anche se poi le procedure democratiche impediranno che Berlusconi venga eletto. Allo stesso modo, se 1000 ragazzi cliccano like su un atto di bullismo videoregistrato a scuola contro un ragazzo handicappato, non puoi punire i ragazzi che hanno cliccato like. Punisci chi ha fatto bullismo, e educhi (o ti confronti anche aspramente) chi ha cliccato Like. Ma criminalizzare il like non mi sembra giusto. E’ troppo diretto. Aggiungi che presto potremmo avere il Like fatto col pensiero (la tecnologia c’è, siamo in grado di controllare un robot con il pensiero…), sarebbe grave se venisse criminalizzato.

Problema:
A volte fare il like porta a una maggiore condivisione dell’informazione. Spesso ci sono sistemi che mostrano ai tuoi amici che cosa hai “like”-ato. Quindi nel fare Like stai inconsciamente permettendo a quella informazione di spandersi. Ecco, 
anche in questo non credo il Like possa o debba venire criminalizzato. 

Continua a esserci una responsabilità da parte di chi, per primo, condivide quell’informazione. E forse la possiamo anche mettere per la persona che per primo la condivide all’interno di un particolare social network. Ma poi una volta che l’informazione è entrata non credo i singoli partecipanti siano responsabili di come si diffonde.

Francesca Camera Complimenti per l’analisi di i like  Piacevolissima da leggere

Claudia Paternoster Io credo che manchi un po’ di senso di responsabilità in ciò che si scrive su facebook; si sa che gli studenti da sempre insultano gli insegnanti (purtroppo, visto che sono insegnante anch’io), ma un conto è riferire l’insulto al tuo compagno di banco, un conto è scriverlo su un biglietto o insultare a voce un insegnante; questo a scuola viene punito eccome. Anche l’insulto ai compagni viene punito, con le poche armi che si hanno (la solita nota sul registro o la sospensione; alle superiori si può intervenire anche con il voto in condotta, alle scuole medie no, ma non ho ancora capito il perché. In caso di insulti troppo pesanti o ripetuti si può ricorrere anche alla denuncia, cosa che per fortuna fino ad ora non ho mai visto). Scrivere e pubblicare un insulto su internet, che sia facebook o altro, è comunque la stessa cosa che scriverlo su un biglietto, anzi peggio perché è un biglietto che probabilmente leggeranno in duecento. Probabilmente un “like” non è la stessa cosa, ma non mi dispiace la linea dura di quel liceo: fb è un luogo pubblico dove ciò che si scrive rimane, serve un po’ di consapevolezza anche in giovane età. Così come non insulterei il mio datore di lavoro o la mia suocera su facebook, non vedo perché lo si possa fare con un insegnante. A me gli insulti non piacciono, nemmeno se rivolti al politico che se li merita. Ma questa è solo l’opinione di un insegnante (che una volta è stata pure insultata a voce da un dodicenne solo per aver cercato di fare il proprio lavoro, tentando di far rispettare una delle regole della scuola. E comunque quell’insulto, in quell’occasione, è stato debitamente punito!).

Michele Kettmaier Grazie a tutti della partecipazione!  I like e mi piace sia in inglese che in italiano sono parole inequivocabili. Il like e il mi piace è un sono d’accordo, la penso anche io così, cmq sempre mi piace. Quindi like e mi piace almeno letteralmente sono endorsment senza equivoci. L’equivoco se di questo si tratta è
che fb non mette a disposizione degli utenti altri strumenti per dimostrare vicinanza, presenza o altro. C’è il condividi e l’utilizzo di questo strumento come un RT in twitter non è un endorsment. Che poi l’utente fb abbia fatto proprio il like connotandolo con significati diversi varrà quando diventerà di senso comune. Tornando alla storia del liceo credo che chiudere i ragazzi della vicenda in una classe e “torturarli” sul concetto di privacy, di diffamazione, di legalità sui social e renderli consapevoli dello strumento senza ricorrere al brutto voto in condotta se non in caso di recidività sarebbe la soluzione più semplice. Imho

Klara Klopfer Per me il “like” può avere anche il significato : ok; ho visto; ho letto; ecc. Però in questi casi faccio anche un commento (anche due giorni dopo) e spiego se sono d’accordo o no. Da tanto che se ne parla di aggiungere nuovi “bottoni”. Tipo “ho visto” “non mi piace”.

Vincenzo D’Andrea Non credo che un like sia un vero e proprio endorsment. Per prima cosa la semantica di “mi piace” è diversa da “sono d’accordo” o “sottoscrivo questa affermazione”. Inoltre molto spesso viene usato come in una conversazione “de visu” useremmo un sorriso verso l’interlocutore. Fare un Like ad un insulto è forse cattivo gusto ma mi pare una grande esagerazione trattarlo come fasse una affermazione di accordo!

Michele Kettmaier “The Like button is a simple plugin that lets people quickly share content on Facebook.” è la definizione di facebook del pulsante “i like” Credo non ne potremo venire e a capo! Gli utenti lo utilizzano nei modi più diversi anche se “i like” pare proprio una condivisione, uno share come lo chiamano loro.https://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/like/

Share versus Like (è curioso che fb metta queste definizioni all’interno delle pagine per gli sviluppatori)

Your use of the Share dialog instead of the Like button depends on the experience you want to give people who use your site. Many websites and apps use both to provide a choice, since they’re both easy to implement in your code. If you’re trying to decide which to use, here’s the difference:

The Like button is more immediate and easier. All people need to do is to click a button, and the link immediately appears on the news feed and timeline. They have the option of making a comment that appears along with their like, but that’s not required for the action to appear on the timeline and news feed.

The Share dialog requires a little more work from people, but also gives them more choice. When they click Share, the Share dialog requires people to add a comment and click Share Link for the action to appear in timeline and news feed. People can also customize the title and thumbnail of the link they share. See the example Share dialog

It’s important to provide an experience consistent with people’s expectations. Most people are already familiar with the Like button, for example, and know what to expect when they click it.

The Share dialog provides the kind of consistency most people expect from Facebook, since it provides a familiar look and feel with an interface element that includes the Facebook icon. To be sure you’re making consistent use of that element, be sure your website or app does the following:

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