Obama e il grande fratello

La privacy è un bene privato da tutelare. Il problema è che ci si indigna solo quando arrivano i titoloni in prima pagina. Poi facciamo a meno di tutelare le nostre informazioni personali appena li possiamo barattare con un telepass, con una carta del supermercato sotto casa, per utilizzare l’app cool del momento, per leggere in spiaggia delle spiate di Telecom al centroavanti che va a spasso con la velina. E’ troppo facile parlarne, indignarsi all’occorrenza e poi non cercare mai di capire, di scavare un po’ per essere un tantino più consapevoli. Consapevoli ad esempio che poco importa perchè tanto quelle cose succedono solo negli Stati Uniti, ne siete sicuri? E siamo sicuri che le nostre informazioni sono al sicuro? Gran parte dei nostri dati stanno negli Usa, sui server facebook, skype, twitter, google. Sono loro che sanno chi siamo.

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