Come comunicare l’improbabile?

Sto rileggendo il documento del 31 marzo 2009, verbale della commissione grandi rischi che aveva analizzato e comunicato alla popolazione aquilana lo stato dello sciame sismico di quel periodo.
Qui il verbale
http://laquila.blog.rainews24.it/verbale-commissione-grandi-rischi/
Ora non entro nel merito della sentenza che ha condannato gli scienziati, anche se mi pare davvero eccessiva.
Vorrei prendere in considerazione invece l’inadeguatezza che la scienza ancora una volta ha mostrato nel comunicare il suo sapere e la sua ricerca.
Ci sono tante parole nel documento come “improbabile si possa ripetere a breve una scossa forte di terremoto”, “ogni previsione è priva di fondamento scientifico”.
Perche gli scienziati hanno firmato questo documento?
Le parole pesano e hanno un senso e la scienza spesso non riesce a comunicare il senso della sua ricerca. E invece di iniziare una riflessione attenta su questo problema si é arrocata in perfetto stile casta ( il caso sallusti docet) nella difesa a spada tratta della scienza e del metodo. La scienza non riesce a prevedere i terremoti ma il verbale é ambiguo, prima lo ricorda poi passa all’improbabile. Che scienza é questa? E che utilitá può avere per la comunitá? Iniziare una riflessione é forse piu utile che rivendicare il metodo indiscutibile della scienza.

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