Il web influenza i risultati elettorali?

Il 26 ottobre qui in Trentino ci sono le elezioni per eleggere il presidente della provincia. In corsa sostanzialmente il governatore uscente Lorenzo Dellai con l’ UPT per il centro sinistra e Sergio Divina, senatore della Lega Nord per il centrodestra.

Ci sono alcune caratteristiche interessanti: nel centro sinistra c’è un alleanza PD e UDC (molto vicina forse anche a livello nazionale) e poi Autonomisti, UPT e altri; nel centrodestra invece c’è un sodalizio tra la lega, An, Pdl, altri  e una lista di estrema destra (fiamma tricolore) che Berlusconi ha invece evitato.

Alcuni giorni fa è apparso sul blog di Lorenzo Dellai un commento ad un post dal titolo “Botte targate fiamma” Il post inizia così:

– Leggo sui giornali che hanno un volto e un nome i due che l’altroieri hanno malmenato un barista a Rovereto accusandolo di essere “antifascista”. Non solo: hanno anche una bandiera politica, quella della Fiamma tricolore. Uno di loro è candidato alle provinciali: lo sa questa persona che se può farlo è perché in Italia c’è una democrazia, e questa democrazia nasce dall’antifascismo? –

Il commento poi:

In pratica un candidato del centrodestra teneva un sito con richiami, immagini e motti agl’ideali fascisti, al revisionismo, alla morte degli ebrei e molto altro. Il blog è stato rimosso dallo stesso autore ma con webarchive è facile trovarlo qui:

http://web.archive.org/web/20071228015203/http://sopramontetrento.splinder.com/

Di ieri poi un altro commento che elenca una serie di link collegati ad altri in lista per il centrodestra.

I giornali locali hanno dedicato grande spazio all’accaduto. Qui L’Adige e qui il Trentino

Chiedo agli esperti 1 2 e ai tanti altri: può influire sul risultato elettorale tutto questo? Quanti punti può spostare il Web a favore di uno o dell’altro?

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2 thoughts on “Il web influenza i risultati elettorali?

  1. E’ un tema molto interessante, difficile da esaurire nello spazio di un commento. Da un punto di vista elettorale, non credo che questi fenomeni possano incidere in modo determinante sul risultato di una consultazione che coinvolge un territorio ristretto come quello di una provincia. Tuttavia, l’enfasi conferita dai media alla notizia ha allargato lo spazio di discussione e potrebbe fomentare l’entusiasmo di alcuni simpatizzanti della destra movimentista che probabilmente non sarebbero andati a votare o avrebbero indirizzato il voto altrove (destra moderata) scoraggiati da una sorta di “senso di minorità politica” e che invece ora, sospinti dal “sentimento del numero”, potrebbero dare un nuovo valore all’espressione della loro preferenza. E’ vero, però, che l’enfasi mediale potrebbe anche creare un allarme diffuso tra l’elettorato moderato, spingendo molti indecisi o molti seimpatizzanti della destra “istituzionale” a votare per lo schieramento di centro-sinistra, onde evitare ogni rischio. Sarebbe interessante avere dati analisi statistiche pre e post voto per valutare la fondatezza di queste ipotesi. In ogni caso, è interessante constatare una volta di più l’abilità dei movimenti e gruppi politici minoritari nell’uso del web come strumento di aggregazione, mobilitazione e promozione.

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