Viva la polizia, Viva i media italiani

RIporto una parte della traduzione dell’articolo del Guardian uscito in occasione della sentenza sulla caserma di Bolzaneto durate il G8 di Genova del 2001

“Mancava poco a mezzanotte, quando il primo poliziotto colpì Mark Covell, abbattendo il manganello sulla sua spalla sinistra. Covell fece del suo meglio per gridare in italiano che era un giornalista ma, in pochi secondi, fu circondato da ufficiali della squadra antisommossa che lo colpirono con i loro bastoni. Per un po’ di tempo riuscì a rimanere sui suoi piedi, ma poi una bastonata al ginocchio lo spedì sul marciapiede.

A faccia in giù nel buio, ammaccato ed impaurito, sentiva le forze di polizia intorno a lui ammassarsi per attaccare la scuola Diaz Pertini dove 93 giovani manifestanti stavano dormendo sui pavimenti. Covell sperava che una volta iniziata l’irruzione dalle porte principali non avrebbero più fatto attenzione a lui. Se fosse accaduto lui avrebbe potuto attraversare la strada zoppicando per trovare rifugio nel centro di Indymedia, dove aveva trascorso gli ultimi tre giorni scrivendo articoli sul G8 e sulle violenze della polizia.

È stato in quel momento che un poliziotto gli saltò addosso e gli diede un calcio nel petto con tale forza che l’intero lato sinistra della sua gabbia toracica cedette, mezza dozzina di costole si fratturarono e le schegge penetrarono nel polmone sinistro. Covell, che è alto 1,73 mt. e piuttosto leggero, fu sollevato da terra e volò in mezzo alla strada. Sentì il poliziotto ridere. Un pensiero si formò nella mente di Covell: “Non ce la posso fare.”

La squadra antisommossa era ancora occupata con la porta, così un gruppo di agenti pensò di passare il tempo giocando a calcio con Covell. Questo incontro provocò la frattura della sua mano sinistra e danneggiò la colonna vertebrale. Da qualche parte dietro di lui, Covell sentì un poliziotto gridare che era abbastanza “Basta! Basta!” e sentì che trascinavano il suo corpo di nuovo sul marciapiede.”

Potete trovare tutto l’articolo egregiamente tradotto da Jimmy, qui!

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