Economia in Trentino?

Ecco perchè l’economia in Trentino gira come gira, sempre su se stessa. Finche si leggono cose così! bastano le prime 10 righe. :((

Auguro a Lunelli di fermarsi il più possibile in Mozambico

ps: Lunelli è il proprietario di “Ferrari” spumanti.

L’ADIGE

Lunelli: «Non gioco alla democrazia»
Si ritira e dice: i patti erano altri, la caccia ai voti non mi piace
TRENTO – «Mi ritiro dalla gara, ma non perché ho paura di perdere, come ha scritto l’Adige nell’Insider di sabato. Semplicemente, non ci sto a fare campagna elettorale contro altri due candidati scatenati nel cercare consensi. Sarò fatto all’antica, ma penso che gli industriali sono un’élite che dovrebbe scegliere il proprio rappresentante in nome di tutta una carriera, di una vita d’impresa, e non giocare alla democrazia come un partitino qualsiasi». Nel giorno del gran rifiuto, o meglio della gran rinuncia alla corsa per la presidenza di Assindustria, Gino Lunelli si riscopre aristocratico e amareggiato. Di umore grigio, lo stesso colore della moquette della sala del consiglio di Spumante Ferrari, lo stesso colore del suo impeccabile doppiopetto. Sul grande tavolo ovale di legno chiaro, una bottiglia di Surgiva. Naturale. Non è serata da bollicine. Dottor Gino, sicuro che non è stata la paura a suggerirle il passo indietro? «Ma le pare che io sia un tipo da avere paura? Non avrei fatto l’industriale, ma l’impiegato». E allora, che cosa è successo? «È successo che due anni fa mi è stato chiesto di rientrare come vicepresidente in Associazione industriali, dopo vent’anni d’assenza, in nome di un progetto che mi avrebbe portato alla presidenza quest’anno. Questo mi avevano detto, questo avevo immaginato». Chi gliel’aveva promesso? «Parecchie persone, i vertici dell’Associazione, i saggi. Questa era la tradizione: cooptazione, indicazione autorevole, elezione per acclamazione. Quando sono arrivate le altre due candidature, ho capito che l’aria era cambiata». Si sente tradito da qualcuno? «No, questo no». Perché non si è ritirato subito? «Ho cominciato i confronti nelle sezioni, pensavo che ci si potesse presentare col proprio programma, io ne avevo uno di forte discontinuità. Ma poi mi hanno detto: “Gino, guarda che ti devi dare una mossa, gli altri stanno facendo campagna porta a porta”. E allora non ci sto». E perché no? Le candidature plurime sono il sale della democrazia. «Senta, per me tornare in campo era quasi una cosa sentimentale. Un tornare all’Associazione dove per dieci anni, fino al 1985, mi ero fortemente impegnato, con i Giovani industriali, dentro la giunta. La presidenza è sempre stata un premio alla carriera, se diventa una battaglia, non mi piace e non ci sto». Candidato mancato, insomma, come tante altre volte era stato il candidato solo virtuale delle elezioni vere… «Appunto. Non mi sono mai candidato a cariche più importanti, non mi metto adesso, dopo 45 anni di carriera imprenditoriale, ad andare a caccia di voti». Chi l’ha consigliata di mollare: i fratelli, i nipoti che guidano oggi la sua azienda? «Collaboratori e nipoti sono stati d’accordissimo con me. Abbiamo fatto un conclave di famiglia, mi hanno detto: non ti vediamo fare il procacciatore di voti». Però la base degli imprenditori è contenta di poter finalmente scegliere. «Sì, sento questa euforia democratica, questa voglia di gara, che vinca il migliore. Personalmente, sarò di vecchio stampo ma non la condivido. Gli industriali sono la crema dell’imprenditoria, tra noi non deve vincere chi si propone di più, come in un’associazionucola di potere. I Del Favero, i Marangoni, i Moruzzi venivano fuori da una cooptazione elitaria, che sceglieva la persona che aveva lo spessore, di personalità e di carriera, per rappresentare tutta la categoria». Le daranno del reazionario nostalgico, dottor Gino! «Sarò fuori dal tempo, ma io sono un’azienda che ha 105 anni di vita, non ce ne sono tante altre in Trentino, con alle spalle un secolo di attività». E adesso, tifa per Paolo Mazzalai o per Ilaria Vescovi? «Sono persone entrambe degnissime, auguro loro un ottimo successo. Soprattutto, spero che diano all’Associazione quella sferzata di cui ha bisogno». Su che cosa avrebbe puntato, se fosse stato eletto presidente degli industriali? «Avrei chiesto ai miei 900 colleghi sparsi in tutta la Provincia di riscoprire l’orgoglio di essere industriali, cioè creatori di valore e minoranza creativa, come ci ha chiamati Papa Benedetto. Avrei puntato sull’economia della conoscenza, e sulla solidarietà. Avrei lavorato per una categoria sempre più aperta al bene comune, disponibile a impegnarsi nella società, non in politica». Traducendo in pratica? «L’industriale non deve pensare solo a far soldi. Quelli che lo fanno finiscono in galera, come i furbetti vari. Invece in tutti i nostri paesi, nelle nostre valli, ci sono un sacco di organismi di partecipazione, dalle casse rurali ai consorzi di bonifica, dove – con tutto il rispetto – non possiamo lasciare le cariche solo alle casalinghe e agli impiegati, alle maestre e ai professori. Noi imprenditori sappiamo amministrare, gestire, decidere. Lo dobbiamo fare anche per la cosa pubblica. Nostro padre ci ha insegnato ad occuparci di ciò che c’è intorno all’impresa, ad andare fuori dai cancelli». E con la politica, come la metterebbe? «Bisogna passare dalla politica della richiesta continua alla politica dell’offerta. Metterci a disposizione del Trentino, degli stakeholder, prima di bussare alla porta della Provincia. E praticare il rispetto per la comunità, per il territorio, quel rispetto che noi abbiamo per i nostri viticoltori». E lei cosa farà? «Ringrazio tutti e tolgo il disturbo. Tanto in Associazione la famiglia è rappresentata dai miei nipoti Marcello e Matteo, di cui sono molto contento». Avrà più tempo per viaggiare. «Difatti parto per il Mozambico. Vedrò i vescovi e i preti che aiutiamo. Tornerò dai miei negretti». Il ragazzo del ’39, coetaneo e amico di Romano Prodi, è fatto così. Da dimissionario a missionario, diranno i maligni. Quegli ingrati degli industriali tentati dalla democrazia. pgh

07/03/2007

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...