Soldati Usa «kamikaze» sulle piste

Riporto dal giornale locale il “Trentino” di oggi

VENERDÌ, 23 FEBBRAIO 2007

Soldati Usa «kamikaze» sulle piste

Duecento militari della base di Vicenza si lanciano ubriachi con gli sci

Arrivati con cinque pullman erano ebbri già alle 10 Discese folli a tutta velocità

FOLGARIA. Forse perchè era l’ultima uscita prima della prossima missione in Afghanistan, o forse per l’effetto “gita scolastica”, dove il gruppo risponde a logiche di branco. Sta di fatto che i circa duecento militari americani della base vicentina Ederle – proprio quella al centro delle recentissime polemiche – saliti ieri mattina a Folgaria con cinque autobus erano ubriachi già alle 9. E non hanno trovato di meglio che lanciarsi sulle piste, travolgendo tutto e tutti.
Nessuno, per fortuna, si è ferito, eccettuato un soldato americano uscito di pista con lo snowboard. Aiutato da una giovane turista di Alessandria a rimettersi in piedi, ha riportato solo qualche contusione. Ma per i carabinieri in servizio sulle piste di Folgaria, quella di ieri è stata una giornata a dir poco impegnativa. I soldati, tutti giovanissimi, prestanti e piuttosto tesi – pare che partire per le zone di guerra dia qualche pensiero anche ai rudi marines – hanno affrontato l’ultima gita sulla neve nello stato peggiore. Cioè ubriachi fradici. In queste condizioni hanno affrontato le discese dell’altopiano, chi con gli sci chi con lo snowboard. E non avendo, almeno la maggior parte di loro, grande confidenza con la neve, la combinazione di eventi si è rivelata esplosiva. Nei casi più fortunati, sciatori e snowboarder si lanciavano per la via più breve: quella diritta.
Senza una curva a morire, la traiettoria diventa pericolosa. Sia per chi scia, sia per chi ha la disgrazia di trovarsi sulla loro rotta. Qualche turista speronato si è sfogato gridando al loro indirizzo insulti irripetibili, ma la comitiva americana era così numerosa che darle una regola pareva impresa disperata. Chi cadeva senza controllo, vinto più dall’alcol che non dalla propria incapacità tecnica, chi per puro miracolo riusciva a mantenere l’equilibrio. Per poi premiarsi dell’impresa a fondo pista con un ennesimo drink.
Alle 10 di mattina non ce n’era uno sobrio. E, visto l’inizio della giornata, i carabinieri che si occupano del soccorso piste, osservando attoniti decine di soldati americani buttarsi “alla disperata” sulle piste dell’altopiano incuranti dell’incolumità propria e altrui, iniziavano a preoccuparsi.
Facendo appello alla pazienza residua, i carabinieri hanno fermato in qualche modo i più scalmanati riprendendoli con severità. La voce che la tolleranza era finita dev’essere circolata con un rapido passaparola tra i militari. I quali, forse esausti per le troppe pinte di birra, hanno provato a darsi un contegno, chiudendo la propria giornata sulla neve senza incidenti.

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