Avviso ai naviganti trentini e non solo

Premessa. Dietro la web tv del World Social Forum c’è una squadra di nove persone (una giornalista di Mantova, un giornalista della tv di Stato del Kenya e sette trentini). Oltre al sito web e su una prima richiesta della Regione Toscana a cui si è aggiunta la Provincia autonoma di Trento, avevamo in programma anche due videoconferenze.

Ieri era in programma quella “trentina” che per mancanza di linea non è potuta andare in onda. Oggi, cambiato per l’ennesima volta provider (la società che distribuisce la linea), le videoconferenze sono andate bene. Ma non è questo che conta. A me non importa davvero nulla del risultato tecnico di una videoconferenza via Web.

Importante è il segnale che è stato dato. Tutto poteva funzionare meglio con un uplink satellitare. Che ci vuole? qualche migliaio di euro e si fa. Ma non è questo il punto.

Per fare la videoconferenza abbiamo usato il Web. Ed il messaggio è chiaro. Il web sta diventando sempre più uno strumento della gente per la gente.

Partecipato, condiviso, un broadcasting sempre più orizzontale, capito? orizzontale. Tutti sono editori, tutti possono pubblicare, tutti possono far sapere, tutti possono donare.
La differenza sta nei contenuti e nella loro credibilità, con un arbitro imparziale e per questo insindacabile, gli utenti.
La tecnologia come valore aggiunto del capitale sociale, del capitale umano.

L’economia del dono che avanza, questo è quello che conta.

E l’Africa e la sua gente l’economia del dono ce l’ha nel sangue e noi qui e i nostri visitatori ce ne stiamo accorgendo.

Una sera di qualche hanno fa a Butembo, una città del Congo, durante il coprifuoco incontro dei ragazzi, ci sediamo intorno ad un fuoco ed iniziano a raccontarmi della loro vita. Alcuni fanno l’università che sta li su una collinetta appena dietro di noi. Ci vanno spesso lassù nell’unica facoltà, costruita con 4 pezzi di latta ondulata e con un solo libro di testo di economia fotocopiato.
Ci vanno ma ci stanno attenti; alcuni di loro (5 quell’anno) sono morti per raggiungerla, smitragliati dal signorotto della guerra locale. La gente muore per andare all’università.
Lui mi dicono ha paura che noi impariamo, ha paura che noi conosciamo, ha paura che noi ci confrontiamo, ha paura che noi raccontiamo.
Spero che un giorno la web tv arrivi anche da loro, proviamoci, tutti insieme però.

Stay tuned

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