Le cooperazioni trentine

La storia che racconta Paola Dal Sasso é molto bella. Parla di relazioni, di reciprocità, di sincere strette di mano, di mutuo soccorso. É evidente la disattenzione delle nuove politiche urbanistiche verso queste realtà. E a me pare evidente anche la disattenzione delle istituzioni cooperative verso questo storie. 

Le periferie e le piccole comunitá ricche di storie saranno le cittá del futuro, e le storie sono il tessuto sociale, costruiscono identità urbane, coesione e inclusione sociale. Spero tanto che Paola, che non conosco, abbia voglia e tempo di venire a raccontarci questa storia nel prossimo incontro di aprile di territoriali#europei dedicato alle città e alle periferie.

Più sotto invece un incredibile esempio di come non dovrebbe essere la cooperazione trentina e che invece spesso é. Chiusa, a barriere e protezionistica. A partire dalla governance e dai manager di trentino latte. 

  

 

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Qui da noi invece continuano a andare le cravatte.

David Recordon, 28 anni, ennesimo college drop out, ha già cambiato il suo profilo su Fb. Da ieri non é più il direttore tecnico IT di Facebook. Obama lo ha chiamato per gestire il sistema IT e della sicurezza della Casa Bianca. É l’ultimo dei fantastici 4 assunti alla WH negli ultimi mesi. Prima di lui Megan Smith di Google, Macgillivray di Twitter e DJ Patil di Skype.

Qui da noi invece continuano a andare le cravatte.

  

La misericordia

In questi giorni ho trovato nelle conversazioni con le persone delle parole importanti, empatia, neuroni a specchio, la gratuità, i grafi e i social newtork, l’economia del dono. E poi l’ultima la più importante che le riassume tutte. La misericordia. Un termine vecchio, che mi ricorda l’insegnante di catechesi alle elementari, ma da recuperare, perché tutti siamo miseri in questa epoca di umanità perduta. La misericordia oltre l’empatia perché è amore, giustizia e condizione umana. La misericordia oltre e dentro i social network perché è il primo punto dell’umanizzazione e della socialità. L’amore per l’altro, la compassione è l’unico legame sociale. Interessarsi dei miseri, quindi di tutti noi. A partire da imparare a avere compassione di noi stessi, senza pietismi. Perché misericordia è un bella parola, piena di vita, di voglia di fare, di reciprocità, di dono, di cuore.
“Il fatto che qualcuno possa compatire la sofferenza dell’altro è il grande avvenimento umano, il grande evento ontologico” (E. Levinas, Une éthique de la souffrance).

Lo storyboard di un nuovo movimento politico

Per avere in mente l’insieme delle attività online di un’organizzazione si può costruire una sorta di storyboard.

  1. In principio
  2. Gruppi di animazione, territoriale e settoriale
  3. Informazione
  4. Contesti
  5. Istanze
  6. Decisioni per il mutuo soccorso
  7. Decisioni che coinvolgono le istituzioni
  8. Progetti operativi
  9. Campagne per sostenere i progetti
  10. Raccolta risorse per realizzare i progetti
  11. Accountability: risorse e risultati

 

  1. In principio sul territorio

La storia comincia dall’azione di un gruppo di persone che mettono insieme un programma e delle idee dettagliate ma aperto al contributo di tutte le persone di buona volontà, disposte a mettere in comune idee e azioni per realizzare quel programma destinato a migliorare il paese. Il gruppo, ovviamente, si deve dare un’organizzazione, un metodo, un coordinamento e una struttura di comunicazione. Tutto questo, finalizzato a fare emergere un programma intelligente, comprensibile, che trova consenso: per poi realizzarlo.

La descrizione della costituzione e degli obiettivi del gruppo principale è il punto di partenza della presenza online. Le notizie su questo gruppo fondatore si aggiornano, dando conto delle varie parti del programma in relazione alle questioni di attualità che emergono.

  1. Gruppi di animazione, territoriale e settoriale

Ogni gruppo di persone disposte a dare una mano prende in carico uno o più temi del programma, approfondendo quanto già sviluppato dalla governance del partito aprendo nuove tematiche, con nuovi punti di vista: sia per quanto riguarda il loro territorio, sia per quanto riguarda il loro settore di attività. Stabiliscono un metodo di lavoro, restano in collegamento con gli altri gruppi, si fanno sentire costantemente nella loro constituency e con il sistema costituito per la governance. Questi a loro volta li aiutano a far valere la loro voce.

  1. Informazione

I gruppi di persone nel territorio e nei settori raccolgono informazioni sui temi toccati dal programma iniziale. Oppure su quanto di altro sembra loro importante. Lo fanno seguendo un metodo fattuale, basato sulla documentazione, la verifica, il rispetto dei dati. In quanto pensano che i fatti siano ciò che le persone hanno in comune. In questo modo raggiungono altre persone, alcune delle quali si attivano proprio allo scopo di conoscere e far conoscere meglio i fatti. E i risultati di queste ricerche vengono comunicati.

  1. Contesti

La capacità dei gruppi più forti dal punto di vista narrativo sarà quella di costruire dei contesti di senso all’interno dei quali vengono valorizzati i fatti scoperti e comunicati dalle persone attive nella raccolta di informazioni. Questi contesti di senso consentono da un lato di sottolineare l’importanza dei fatti, dall’altro di fare emergere esigenze che richiedono un intervento progettuale e programmatico.

  1. Istanze

Dalla consapevolezza generata dall’informazione così emersa e dalla riflessione avvenuta nell’opera di manutenzione dei contesti, emergono problemi da risolvere. E dunque vengono raccolte le istanze relative a ciò che si potrebbe fare. Derivano, queste istanze, dal contributo dei promotori del contesto di senso, incrociato con le proposte contenute nel programma originario dei fondatori, e soprattutto dalla raccolta di opinioni e dalla discussione sulle soluzioni che i cittadini partecipanti riescono a esprimere.

  1. Decisioni per il mutuo soccorso

Le soluzioni proposte vengono aggregate e valutate dai partecipanti con il coordinamento dei fondatori, per garantire la compatibilità delle proposte con il quadro di contesto più complessivo. La prima valutazione può essere quella di decidere se le soluzioni proposte possono essere adottate e portate avanti direttamente dai cittadini.

  1. Decisioni che coinvolgono le istituzioni

Se le soluzioni proposte non possono essere realizzate direttamente dai cittadini ma hanno bisogno dell’intervento delle istituzioni, il percorso di collegamento con queste viene effettuato dai gruppi locali e settoriali con il supporto dei coordinatori. Se le istituzioni comprendono di doversi confrontare con queste questioni, nasce una consultazione.

  1. Progetti operativi

Raggiunta una sintesi sulla realizzabilità e compatibilità di un’istanza e di una soluzione, si progetta l’implementazione. Anche da questo punto di vista i cittadini sono coinvolti. Probabilmente si formano task force operative e si arriva a un piano di lavoro che definisce tempi, risorse, obiettivi del progetto. Nonché le forme di valutazione prevedibili per tenere sotto controllo i risultati del progetto e il loro rapporto con gli obiettivi.

  1. Campagne per sostenere i progetti

Ogni operazione effettuata dai singoli, dai gruppi, dai coordinatori, viene registrata e opportunamente valorizzata nei media sociali, nella home del movimento, nelle varie home di contesto, sui profili dei cittadini. Le tecniche di campagna promozionale sono adottate in pieno, con l’obiettivo di raccogliere risorse per realizzare i progetti. Le attività sul territorio vanno calendarizzate e promosse.

  1. Raccolta risorse per realizzare i progetti e per il mantenimento dell’organizzazione

Le risorse da raccogliere sono probabilmente umane, logistiche e finanziarie.

Le piattaforme di crowdfunding, di reclutamento, di gestione del calendario sono note e si possono usare per questo scopo. Make or buy è la solita scelta. Ovviamente più si riescono a controllare i dati emergenti dall’attività meglio il movimento riesce a conoscere e valutare l’andamento delle sue attività.

  1. Accountability: risorse e risultati

Ogni attività viene monitorata e trasparentemente documentata. Le risorse raccolte, le risorse spese, i risultati ottenuti in relazione agli obiettivi sono costantemente comunicate.

Usando questo storyboard o uno simile si può tenere sotto controllo lo sviluppo del sistema nel suo complesso e contemporaneamente approfondirne i particolari senza perdere di vista l’insieme.

Educazione democratica

Educazione Democratica è un termine molto bello così come i pensieri e gli insegnamenti del maestro Zavalloni. L’allegria e il piacere di educare in una scuola lenta, non competitiva, capace di riscoprire la manualità e il contatto con la terra. È il sentiero di una pedagogia consapevole delle molte violenze che possono essere giustificate in nome dell’educazione. L’elogio della lentezza non è un vezzo, ma nasce dal semplice rispetto dei soggetti, che è il fondamento stesso dell’educazione. In educazione non è possibile correre e rispettare al contempo la personalità degli educandi; correre vuol dire fare pessima educazione, o non fare affatto educazione.

Il branchless banking, il peer to peer del denaro, un ritorno al dono?

Ci sono molti modi in cui ci si scambia denaro soprattutto in Europa, Asia e Americhe . Il passaggio da mano a mano, i metodi bancari dai bonifici ai pos agli atm (bancomat) da banca a cliente, per finire con  i gestori di trasferimento fondi alla Western Union e i paypal.

In Africa no. In Africa, ma non solo visto che 2,5 miliardi di popolazione non ha un conto in banca, ci sono molti cellulari e pochi conti correnti bancari. Cosi nel 2007 Safaricom affiliata a Vodafone ha lanciato in Kenya un servizio, M-Pesa, M sta per mobile e pesa significa denaro in shwaili. Il servizio permette al 75% dei kenyani di trasferirsi denaro attraverso il solo uso del telefonino via sms o applicazione. Viene usato per pagare il taxi, per comperare il latte, per pagare un artigiano, una bolletta, nello scambio quotidiano. Gli utenti per far questo depositano delle somme presso i rivenditori Safaricom e tagliano i tradizionali canali finanziari rendendo il sistema bancario un po’ meno scontato e importante.Le transizioni vengono fatte a un prezzo molto più basso  Non è un nuovo scontro, almeno in parte, tra giganti della finanza e della telefonia ma un’opportunità in più per milioni di persone che fino all’arrivo di M-pesa pagavano delle commissioni molto più alte per trasferire denaro o dovevano tenere con loro il denaro con pericolo di rapine. Per ora in Europa e negli Stati Uniti questo metodo è stato ostacolato proprio dal sistema bancario che invece potrebbe coglierne l’opportunità e offrire nuovi servizi finanziari, anche di microcredito proprio con il mobile banking.

Un metodo per incubare nuove iniziative politiche

La progettazione di un nuovo cantiere politico non va pensata a partire dalla comunicazione ma a partire dall’organizzazione.

L’identità è quella di un movimento di idee. Uno degli obiettivi può essere ovviamente la realizzazione del programma. Ne consegue la necessità di un’organizzazione: un’organizzazione che crea le connessioni tra le idee e le persone, che spiega, ascolta, impara, discute, comunica, agisce in piena trasparenza metodologica.

La comunicazione – in rete – è una conseguenza di questa organizzazione. Perché la rete è molto più di uno strumento di comunicazione. E nel contesto della rete, la credibilità di ciò che si comunica è tanto maggiore quanto più evidente è il rapporto tra il messaggio, il metodo che lo genera e l’azione che ne consegue.

Metodo per le informazioni e le discussioni

Se l’identità del movimento di idee è quella di un programma che evolve con il contributo dei cittadini, il primo problema è il metodo con il quale si discute intorno al programma e lo si fa evolvere. I media civici sono una soluzione per questo problema. Perché propongono piattaforme sulle quali i cittadini scambiano informazioni e discutono istanze con, appunto, un metodo.

In pratica si pubblicano idee e programmi in capitoli sui quali aprire la discussione e si animano le azioni per raccogliere le istanze, con un chiaro percorso per definire le modalità con le quali le idee raccolte saranno utilizzate. La discussione dovrà essere composta di capitoli locali-territoriali, nazionali, europei e internazionali, oltre che settoriali e macroeconomici.

Occorrerà attivare una squadra di animatori e responsabili della qualità delle discussioni su queste piattaforme. Possono riunirsi in una sorta di assemblee cittadine.

Ogni aggiornamento, istanza, scambio di informazioni, si manifesta all’esterno con forme di comunicazione che tendono a far conoscere come evolve la discussione sul programma in modo puntuale per gli interessanti e orientato a diffondere la conoscenza degli argomenti in discussione. Questa attività evidentemente diventa a sua volta una forma efficace di comunicazione.

Per quanto riguarda la raccolta di informazioni sul background delle istanze, una delle forme più interessanti di attivazione è la forma del “contest” con comunicazione ampia dell’opportunità offerta e scelta del “premio” coerente con il contesto di senso della raccolta di informazioni. Per esempio, si può pensare a contest disegnati per i giovani: la selezione si fa in base a una prima fornitura di dati utili e secondo regole che comunque portano valore alla piattaforma; il premio. sempre per esempio, sarà per loro un’esperienza professionalizzante che li porterà a produrre altro materiale ulite alla raccolta di informazioni coerenti con le istanze considerate.

Ogni attività citata genera profili dei partecipanti che possono essere a loro volta utilizzati per ulteriori attività di partecipazione. Come le campagne di promozione.

Campagne di promozione delle istanze adottate

Per ogni istanza che viene proposta dal movimento o ricevuta dai cittadini e adottata dal movimento, occorre prevedere una forma di campagna. Le principali competenze in questo settore sono spesso nell’organizzazione di eventi e nel nuovo marketing evoluto con storytelling, data visualization, invito all’azione.

Le piattaforme di questo settore sono quelle che

  1. ascoltano la discussione in rete
  2. promuovono le istanze con tutti gli stumenti consentiti dalle piattaforme esistenti
  3. creano nuovi canali di contestualizzazione e generazione di attenzione, con obiettivi precisi e raggiungibili, eventizzando ogni passaggio delle campagne, chiedendo aiuto a testimonial coerenti con le istanze
  4. raccolgono fondi e adesioni
  5. comunicano trasparentemente come vengono spesi i fondi raccolti, danno costantemente feedback a chi ha aderito, comunicano a tutti come procede l’avvicinamento all’obiettivo

Per queste attività molte piattaforme esistono già. Di certo vanno usate le più frequentate da Facebook a YouTube, da Twitter a Linkedin, ecc, a seconda delle attività previste. La raccolta dei dati sui partecipanti non può essere trascurata e dunque una piattaforma sulla quale i profili dei partecipanti si raccolgono autonomamente dalle piattaforme commerciali va presa in considerazione. Una piattaforma per la gestione trasparente dei fondi, l’organizzazione di meeting e workshop è per esempio Nation Builder.

Decisioni da suggerire alle istituzioni e scelta di soluzioni di mutuo soccorso

Raccolta di istanze e campagne possono essere pensate come precondizioni per la definizione di obiettivi da raggiungere e delle strade necessarie a raggiungerli.

Alcune questioni si possono risolvere con operazioni di mutuo soccorso da parte dei cittadini. Una struttura per il matching delle esigenze e lo scambio di valore può essere organizzata prendendo spunto da molte piattaforme tipo banca del tempo o tipo marketplace: in base alle esigenze emergenti e ai progetti emergenti per affrontarle un movimento di idee si trasforma in un incubatore politico che sostiene i cittadini che si sostengono tra loro.

Altre questioni possono invece essere risolte solo attraverso una relazione con le istituzioni e possono essere affrontate offrendo alle istituzioni strumenti per le consultazioni e abbiano la possibilità di integrare forme di decisione partecipata che tengano conto, per esempio, delle compatibilità di bilancio.

Il movimento può mettere a disposizione dei cittadini che svolgono attività di mutuo soccorso o delle istituzioni che vogliono attivare forme di decisione partecipata delle soluzioni per facilitare le loro iniziative. Si tratta di una sorta di “incubatore di iniziative politiche”.

Africa. New trade for the citizens data management 

In October 2014, a British research foundation presented a survey on the value of data produced by each citizen, but what exactly are they? They are all the contents posted on Facebook,Twitter, Instagram, or Youtube; e.g. the grocery shopping, the phone call duration, the digital economic transition, the cost to park a car, the sanitary informations, the educational information and so on. The contents are so important that recent estimates demonstrate that each second, eighty new objects are connected to internet each second, 7 million  object per day. Suddenly, we get aware that whatever we do in everyday life could have a high economic value. All that represents internet of things; it means that more and more objects , with detector, are connected to internet. The annual value of those information produced by citizens is of 21 billion of euros, the same as the british GDP (Gross domestic product).
Till today all those data increased the income of the Silicon Valley societies which own the data and they resell them, but a new trade is flourishing. This is represented by the personal services management. The services supply to gather, memorize, manage and share personal data under our control in order to make a better life and take better purchase decisions. A new trade is possible even and especially in Africa which has a hight growth potential regarding the smartphones utilization.

Noio volevan volevon savuar

Verybello.it é il nuovo portale del Ministero della Cultura che prova a fornire informazioni sugli eventi culturali in Italia per l’Expo 2015.
Verybello sa molto da “noio volevan volevon savuar” di Totò, Peppino e la malafemmina. Così ci conoscono da sempre fuori e noi non abbiamo fatto molto in questi anni per cambiare. Per me verybello ci sta bene.
Il sito é appena andato online, mancano le lingue, tante cose tecniche da sistemare, molto da migliorare. Però é online, l’idea é buona e non potrá che andare meglio. Bravi a quelli del ministero che l’hanno pensato e poi fatto.
I commenti online sono quasi esclusivamente negativi e critici ma in Italia come nel calcio anche in internet siamo tutti commissari tecnici. Anche per questo l’Italia si é fermata al noio volevan savuar.