Il web influenza i risultati elettorali?

Il 26 ottobre qui in Trentino ci sono le elezioni per eleggere il presidente della provincia. In corsa sostanzialmente il governatore uscente Lorenzo Dellai con l’ UPT per il centro sinistra e Sergio Divina, senatore della Lega Nord per il centrodestra.

Ci sono alcune caratteristiche interessanti: nel centro sinistra c’è un alleanza PD e UDC (molto vicina forse anche a livello nazionale) e poi Autonomisti, UPT e altri; nel centrodestra invece c’è un sodalizio tra la lega, An, Pdl, altri  e una lista di estrema destra (fiamma tricolore) che Berlusconi ha invece evitato.

Alcuni giorni fa è apparso sul blog di Lorenzo Dellai un commento ad un post dal titolo “Botte targate fiamma” Il post inizia così:

- Leggo sui giornali che hanno un volto e un nome i due che l’altroieri hanno malmenato un barista a Rovereto accusandolo di essere “antifascista”. Non solo: hanno anche una bandiera politica, quella della Fiamma tricolore. Uno di loro è candidato alle provinciali: lo sa questa persona che se può farlo è perché in Italia c’è una democrazia, e questa democrazia nasce dall’antifascismo? -

Il commento poi:

In pratica un candidato del centrodestra teneva un sito con richiami, immagini e motti agl’ideali fascisti, al revisionismo, alla morte degli ebrei e molto altro. Il blog è stato rimosso dallo stesso autore ma con webarchive è facile trovarlo qui:

http://web.archive.org/web/20071228015203/http://sopramontetrento.splinder.com/

Di ieri poi un altro commento che elenca una serie di link collegati ad altri in lista per il centrodestra.

I giornali locali hanno dedicato grande spazio all’accaduto. Qui L’Adige e qui il Trentino

Chiedo agli esperti 1 2 e ai tanti altri: può influire sul risultato elettorale tutto questo? Quanti punti può spostare il Web a favore di uno o dell’altro?

Padre Adriano dall’Angola mi scrive…

…Qui le elezioni sono state un lavoro grosso della societá civile angolana, che ha messo il nostro Pisi sulla linea principale coinvolgendo tutte le nostre forze per il voto.
Ha vinto quello che ha convinto di piú e l’MPLA partito che governa Angola da 34 anni e con i 6 anni ha stabilizzato l’economia leader la lista dei vincitori con 81%, giacché dei 7 milioni di elettori, giá hanno votato per l’MPLA 5 milioni, siamo davanti ad una maggioranza assoluta.
La paura che regna e´quella che il partito vincitore freni la ricostruzione, giacché ad esso senza la sfida elettorare ralentasse lo sviluppo e tornasse a pensare a se stessa.
Io Michele credo che l’MPLA accettando il risultato come lo fará, prenderá il duro compito di continuare ció che sta faccendo ecco perche´ha vinto in tutte le 18 province dell’Angola (regioni). La gente é tranquilla e si puó dire che al di lá di qualche problema, come ritardi negli invii dei risultati a Luanda, disguidi nel trasporto dei voti, si puó considerare che queste sono state elezioni veramente libere, giuste, trasparenti e massivamente partecipate.
L’UNITA, ex movimento dei ribelli, leader la lista dell’oposizione, ma con risultati molto scarsi, sono solo a 500.000 elettori in un universo di 7500.000 elettori e quindi  possiamo dire che la disorganizzazione dei partiti dell’oposizione piú le oportunitá che l’MPLA ha avuto di trovarsi al potere da 34 anni l’hanno garantito la vitoria elettorale.
Con affetto
ADRIANO

Elezioni in Angola

Ieri si sono tenute le elezioni in Angola. Le prime (ultimo voto democratico nel 1992) dopo la lunga guerra civile terminata nel 2002. Il Presidente uscente non dovrebbe avere problemi a riconfermarsi vincitore. Jose Edoardo Dos Santos, è infatti al potere dal 1979.

Per approfondimenti vi invito a leggere la sempre validissima Nigrizia.

Upgrade delle ore 16.30 da Misna: leggo ora che Isaías Samakuva, numero uno del partito d’opposizione Unita (União Nacional para a Independência Total de Angola) a chiesto che ,a causa dei ritardi e della disorganizzazione di ieri, si tengano elezioni parlamentari ex-novo. Nella capitale Luanda molte sezioni elettorali ieri hanno aperto in ritardo e alcune, a quanto pare, non disponevano neanche degli elenchi degli aventi dirittial voto. Secondo Luisa Morgantini, vice-presidente dela parlamento europeo a capo di una delegazione di 120 osservatori, citata da organi di stampa internazionali, lo svolgimento della consultazione non ha avuto un andamento “problematico” a Luanda o almeno in alcune aree di Luanda dove in totalo hanno diritto al voto non meno di un milione e 600.000 persone. La Commissione elettorale ha deciso di riaprire per oggi almeno 320 sezioni in cui il voto si starebbe ora svolgendo con regolarità.

Situazione in Zimbabwe

Mancano ancora i dati delle elezioni tenutesi il 29 marzo. L’opposizione guidata da Tsvangirai, che è stato accusato di alto tradimento, ieri ha provato a convocare uno sciopero generale per sbloccare la situazione ma si è risolto con un nulla di fatto; la gente ha troppo bisogno di lavorare. Intanto dalla Cina è  arrivata una nave cargo a Durban in Sudafrica carica di armi per Mugabe.

Zimbabwe

Il presidente Mugabe ha ammesso questa mattina la sconfitta sua e del suo partito  ZANU-PF alle elezioni parlamentari di sabato scorso. Nulla si sa ancora del risultato di quelle presidenziali. Tsvangirai il leader dell’opposizione e del partito Mdc, Movement for Democratic Change, pare stia cercando un’accordo con il presidente uscente.

Ottima fonte è il giornale locale The Standard

Il partito del presidente Mugabe, vedo ora che non è al momento raggiungibile

Qui potete trovare un sito dove Mugabe viene attaccato duramente.

Qui invece il sito del partito vincitore.