É andata come doveva andare. Un giornalista scrive anonimamente un pezzo diffamatorio nei confronti di un magistrato. Per infamarlo scrive il falso e il fact checking che la notizia era falsa é stato ampiamente dimostrato. Il magistrato chi
ede al giornale di pubblicare una rettifica. Il giornale dice che non se ne parla perché é tutto vero. Il magistrato chiede allora un risarcimento di 30 mila euro ma anche in questo caso il giornale picche. Il magistrato querela il direttore che in quanto direttore, altrimenti che direttore é sarebbe troppo facile, é il responsabile della sua redazione. Oggi la cassazione come sarebbe successo in qualsiasi stato democratico condanna il direttore a 14 mesi di reclusione per aver diffamato con notizie false il magistrato. Punto e a capo.