Le cartelle dove tenevamo tutti i nostri documenti, le nostre cose, magari tutte ordinate nelle sottodirectory lentamente se ne vanno dai nostri desktop, che siano mobili o fissi. Scompaiono attraverso percorsi diversi, semantici o tecnologici. Negli iphone non ci sono, così lo stesso negli ipad. Ci sono è vero nelle nuvolette di icloud o di dropbox ma non sono la stessa cosa. Non ci sono nemmeno nel mio finder di apple, ci potrebbero stare ma ormai sono abituato e trovo più semplice, almeno per me, organizzare tutto con tag e label. E quando ho bisogno di qualcosa vado su spotlight senza perdermi nelle infinite directory tree. Ho pensato alle directory in questi giorni mentre con ahref stiamo preparando il sistema di gestione dei contenuti creati e pubblicati dagli utenti per timu.. E ci pensavo oggi leggendo il bel post di Antonio Spadaro sulla figura dell’autore del contenuto content creation diversa da quello di rendere pubblico il contenuto, il content curation. Perché la tecnologia e la semantica cambiano anche il modo di creare delle storie sul web. E allora per timu ci stiamo chiedendo se è meglio seguire per il content creation le piattaforme cms tradizionali che adottano un sistema semplificato di word processor o seguire altre strade. E se il creatore dei contenuti raccogliesse tutti i contenuti, senza directory, etichettandoli e avesse poi la possibilità di dare forme diverse a quanto creato? E se poi come content curation potesse pubblicarli in tanti modi? Ricerca, esperimenti, tanta voglia di fare e dare un senso alle cose.
Archivio mensile:gennaio 2012
Giornalisti che vorrei in Italia
In Somalia lavora per portare la democrazia, Hassan Osman Abdi, lo hanno ucciso.
Streaming
Chi mi aiuta? Se ascolto radio 24 in streaming con la app dedicata sul iphone (via 3g) rispetto ad ascoltarla sempre in streaming ma su pc (via wifi) c’è un latenza sul iphone di circa 20 secondi. Perché?
folksonomie vs tassonomie
Google introduce la ricerca (search) sociale Search Plus Your World nel suo motore e ora aspetto che facebook faccia lo stesso da qui a poco. In effetti spesso sarebbe stato utile anche su fb, almeno per me. Fb sarà nella ricerca meno forte sui contenuti pubblici ma sicuramente lo sarà più su quelli sociali. Quindi la ricerca (intesa come search) sociale prevarrà su quella pubblica/istituzionale? Sarà la vittoria delle folksonomie e la morte delle tassonomie?
Chi va piano non va lontano
Facebook ha sempre avuto come uno dei punti di forza la velocità di caricamento dei dati e quindi delle pagine. Nel 2004 quando è partito è stato uno dei fattori che lo ha visto predominare su altri social network che stavano partendo. Zuckerberg maniacalmente lo ha sempre seguito in prima persona per i primi anni investendo quasi solo esclusivamente sui server e l’architettura dei database. Ma oggi con questa timeline fb è lento terribilmente lento rispetto al passato. Un buon motivo per passare sempre più a twitter e diaspora
Porting
Pulp ha fatto il porting da ios a osx e sincronizzando pure!
) che io sappia sono tra i primi a fare porting da ios a osx e non viceversa.
- Ios e osx si stanno integrando sia tecnologicamente sia graficamente sia nella fruibilità utente. Se provi a installare pulp per mac ti farà specie muoverti tra due versione identiche di un software che usi su due device diversi e con due sistemi di intefaccia diversi, dita e mouse, con tutto quello che ne consegue.
- nel mondo dell’infomazione vedo nel tempo il porting delle informazioni da diversi hardware: Device giornale a device computer a device ipad ora il flusso si capovolge da device ipad si torna a device computer come con pulp e il suo flusso delle informazioni.
Forse una soluzione profit per fare e leggere le informazioni sta in mezzo ,come in un buco nero, tra il porting da ipad a pc. E’ un buco nero di cui però iniziamo a conoscere i movimenti e la sua relatività
Civic Media
Timu è il primo civic media del web. E lo slogan proposto da Simone Fogliata dal “mi piace” al ” mi impegno” ci sta bene assai.
La punta dell’iceberg
I dati visibili del web sono sempre più come la classica punta dell’iceberg. E con l’arrivo dei social network nel 2004 credo che ora l’iceberg sia davvero enorme e la punta sempre più piccola.
Da indagini del 2000, preistoria del web ma non ho avuto tempo di cercare nuovi dati, emerge che 7500 terabyte di dati stavano nel deep web quindi tendenzialmente non visibili perche gestiti dai database. Emergono quindi solo su interrogazione dell’utente. 19 invece erano i terabyte visibili.
Abbiamo una memoria di dati pubblica molto piccola; la grande memoria sta sommersa e sarà sempre più importante nel prossimo tempo avere buoni strumenti per poterla utilizzare.
La web foundation intanto sta ultimando il progetto web index per avere dei dati precisi e aggiornati
