“I poveri in Africa utilizzano lo sbaratto. Si tratta del riconoscimento reciproco di un debito postadatato, che entrambi i contraenti sanno essere insaldabile. Dalla Mauritania, alla Somalia, dal Mali al Kenya, ho visto i miei amici al margine dell’esistenza, entrare nelle botteghe e ottenere il poco che desideravano senza sborsare un soldo. Alla fine viene fuori che io ero il loro denaro, almeno simbolicamente. La mia sola presenza accanto a loro era sufficiente a garantire un “prestito a lungo termine” . Ora mi ritrovo spesso a pagare conti dopo la loro morte, per rispetto del defunto. Ma mai, mai, devo saldare il debito. Si tratterebbe dell’annullamento della relazione, che deve continuare anche dopo la morte. Interromperei il flusso dei rapporti umani costuito sul baratto ineguale, lo sbaratto”
da pag. 43 del bellissimo libro di Alberto Salza “Niente” edizioni Sperling&Kupfer
