Banda scolastica

Ieri in radio ascoltavo distrattamente l’intervista al rappresentante degli istituti scolastici del Lazio. Distrattamente fino a quando non ha detto la cifra che ogni istituto percepisce all’anno per attività didattica: 3500/4000 euro circa. E da quest’anno con quei soldi ci devono pure stampare le pagelle. Ora sul web parliamo tanto di banda larga, di digital divide, di conoscenze e cultura. Rimane il fatto che è proprio dalla scuola che tutto questo deve partire e rimane il fatto che questi devono arrangiarsi con 4 mila euro all’anno. Che può fare il web, non gli strumenti del web, ma il capitale sociale del web? Che si fa?

Somalia

I miliziani islamici  di Al Shabaab, riteuti vicino a Al Qaeda hanno conquistato la città di Mahaday , a meno di 100 km da Mogadiscio. Se in un primo momento i miliziani islamici parevano godere del consenso della popolazione ora il movimento è criticato da molti.

Ho trovato in rete un articolo del giornalista somalo Ayanle Daad Ali:

“Shabab [Al-Mujahideen ha] un’agenda islamica estremista. Ha abbracciato la strategia del jihad continuo e ha in programma il dominio del mondo. La sua dura agenda salafista-jihadista è estranea alla società somala. I suoi leader parlano arabo nelle manifestazioni pubbliche nonostante il pubblico parli somalo. Hanno diviso la popolazione non secondo i clan di appartenenza, ma secondo la setta religiosa. Hanno usato la religione come arma nonostante il fatto che i somali siano tutti musulmani … I leader del movimento parlano di diffondere l’Islam in tutto il mondo, nonostante il fatto che non arrivino a controllare neppure la Somalia…”

“Hanno prestato giuramento ad un uomo che si nasconde in una caverna”

“Per questa ragione, si creano dei nemici ovunque in modo da poter giustificare la loro esistenza come organizzazione. Hanno usato l’Islam come strumento politico, nonostante il fatto che noi siamo al cento per cento musulmani … Sono riusciti a trasformare la Somalia in un campo di battaglia, combattendo tutto e niente … Hanno prestato giuramento a un uomo che si nasconde in una caverna [i.e. Osama bin Laden]. Hanno legato il destino della Somalia – una nazione di almeno 10 milioni di abitanti – alle idee di un uomo in dialisi.

“Tutto questo indica che il gruppo ha perso contatto con la realtà, che è diventato pazzo per il potere. Nonostante abbia ricevuto l’appoggio della popolazione per porre fine alla corruzione, è diventato esso stesso corrotto … per di più hanno abbracciato una visione così rigida dell’Islam che spaventa gli investitori e impediscono lo sviluppo.

“Tutto questo porta al deterioramento della Somalia nel suo insieme. Per questo motivo i membri del Shabab Al-Mujahideen, o si impegnano a cooperare per ricostruire la Somalia, o decidono di sciogliersi per consentire alla Somalia di andare avanti”.

India, Sri Lanka e la famiglia Gandhi

Sono di una casualità non solo curiosa ma anche interessante le due notizie che stanno occupando le pagine dei media in questi giorni. La vittoria di Sonia Gandhi al Congresso indiano e la resa (presunta) delle Tigri del Tamil nello Sri Lanka. Le Tigri che nel 1991 uccisero proprio il marito di Sonia, Rajiv Gandhi, primo ministro indiano che diede tra le altre cose il via a un’apertura commerciale che permise di far arrivare in India i primi computer.

Il bravissimo Marco Masciaga sul Sole 24 ore di oggi ne fa un’analisi davvero interessante.

Carne da macello

L’altra sera a cena, un amico regista mi spiegava come Mediaset e anche la Rai stanno coprendo il palinsesto annuale. Il grande Fratello o l’isola dei famosi di turno non servono tanto quanto spettacoli fini a se stessi in termini di raccolta di audience ma come produttori di presunti “talenti” ( i partecipanti ai reality) da distribuire poi durante l’anno in tutte le trasmissioni, carne da macello appunto…

Economy divide

Guido Tabellini oggi sul Sole 24 Ore porta la tesi secondo la quale la globalizzazione ha diminuito e di molto la differenza tra i paesi poveri e i paesi ricchi. Parte dalla posizione che nel 1970 il 40% della popolazione mondiale fosse sotto la soglia di povertà (meno di un dollaro giornaliero), di come nel 2000 questa frazione si sia dimezzata di oltre al metà e di come si sarebbe dimezzata ulterioremente tra il 2000 e il 2015 se non ci fosse stato lo scoppio della crisi economica. la crescità è venuta  dalla globalizzazione con tutto quello che comporta, integrazione commerciale, trasferimento tecnologico e di conoscenza e poi dalle politiche economiche liberali dei governi locali. D’accordo quindi con l’interessante e condivisibile teoria di Tabellini se solo avesse però ricordato dell’”Ultimo miliardo” di poveri che Paul Collier ha ben esposto nel suo libro. Se è vero che è diminuita la differenza tra redditi dei paesi occidentali e quelli del sud del mondo è vero che è aumentata in maniera esponenziale la forbice tra la popolazione mondiale e un miliardo di persone per cui il reddito è ancora diminuito. Anche su questo, soprattuto su questo bisogna lavorare tutti insieme;aiuti, liberalizzazione del commercio, sicurezza e la buona governance sono i primi passi da portare.

Il commercio sociale

Jeremiah Owyang scrive un post sul suo blog dove prova a definire il futuro dei social network strutturandolo in 5 ere.

Credo che l’era più importante sarà  quella del commercio sociale. Anni fa stavo accompagnando in treno un professore brasiliano di filosofia dell’economia, purtroppo non ricordo il nome. Stava studiano i tempi storici per cui si sarebbe affermato un nuovo tipo di consumo. Un consumo dettato e deciso dai consumatori e non dal marketing. Dava come tempo massimo 2 generazioni.

I G.A.S. lentamente si stanno avvicinando a questa concezione ma mancano molti passaggi. Strumenti e applicazioni sui social network che possano aiutare i Gruppi di Acquisto Solidale, le famiglie di Bilanci di Giustizia e le tante altre reatà che si muovono verso un commercio sociale sono i primi passi per arrivare all’”Era of social Commerce: comunites define future products and service” come afferma Owyang.