Leggo spesso i twitter dei blogger “famosi”. Boh non so a volte tanti mi paiono scollegati dalla realtà e dal quotidiano. Chi va al concerto un giorno si e un giorno si, chi salta da un barcamp ad un’altro, chi accompagna la moglie ai seminari, chi fa i biscotti e via così. Tutte cose piacevoli, ma mi suonano male. E’ anche per questo che il web 2.0 è così lontano dalla gente. Notte!
I blogger son scollegati?
20 Responses to “I blogger son scollegati?”
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Io faccio biscotti mentre assisto al concerto in occasione di una presentazione letteraria e mi programmo per il seminario che terrò il giorno dopo.
Questo tutti i giorni ed ogni giorno in una città europea diversa. Che c’è di strano in fondo? -
pensa che ci sono anche quelli che lavorano sempre, hanno una vita grigia e triste e si inventano milioni di mirabolanti avventure quando scrivono su twitter
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ahah, quoto in pieno!!
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Il punto è che secondo me molti rispondono alla domanda “what are u doing” in modo fantasioso: io a volte dico veramente davvero ciò che sto facendo o cosa farò, altre invece butto giù pensieri, segnalazioni, dialogo (anche se non mi piace fare caciara su Twitter). Come sempre dipende sempre da come si usa uno strumento del genere oltre che da chi lo usa: sarebbe interessante vedere infatti i Twitter di chi non ha e non scrive nemmeno su di un blog.
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La questione è limpida: quanto interessa alla blogsfera la dose di farina da mettere nei biscotti o la conference a cui tu partecipi? Poco o nulla, se non ai pochi amici del tuo circolo virtuale. E’ questo il web 2.0? No e forse noi blogger dovremo incominciare ad interrogarci su cosa scrivere e quanto sia “elegante” evitare l’autoreferenzialità… Bravo kett, stasera posto pure io sull’argomento.
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Io twitter lo uso quando sono in negozio a lavorare e quando sto a casa davanti alla tv. Forse è per questo che non sono una blogstar?
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Ket, l’errore è tutto tuo. Invece di leggere i blog “famosi”, dovresti leggere quelli interessanti.
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Sta facendo i biscotti e dopo va a prendere lezioni di Yoga
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io sono un biscotto e tutto questo discorso lo trovo molto discriminante
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Michele, ti ringrazio per aver approfondito, ma non potrei essere meno d’accordo. Provo però ad approfondire anch’io.
Prima di tutto, il mio stare in rete (blog, twitter etc.) è perfetta espressione di quello che io sono davvero: un pirla qualunque che ogni tanto ne azzecca una. Il 99% delle cose che scrivo interessano a meno dell’1% dei lettori (amici intimi e parenti stretti), e gli altri giustamente le ignorano. Quando ne dico una giusta, qualcuno gentilmente la riprende e diffonde per la rete.
E’ proprio questo il bello del web: il filtro a posteriori. Le idee interessanti vengono molto più rapidamente alla ribalta, indipendentemente da chi le propone.
In questo quadro, a me pare che non ha assolutamente senso (ed è questo che ti rimproveravo, non di essere ignorante, non mi permetterei mai) parlare di blogger “famosi”, e tanto meno pretendere da loro che scrivano sempre e solo pensieri profondi. Specie su Twitter, dove si usa raccontare le minuzie dei fatti propri ai pochi amici interesati
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Ma la libera espressione di pensieri e/o parole dov è finita?
ognuno può inventare, spammare i post, mettere in circolo notizie interessanti o no, pensieri, cazzate.. tutto quello che gli passa per la testa, che sia reale o no che ti importa?
Tu hai il potere nelle mani: sei LIBERO di scegliere cosa leggere…
Quello che leggo io sui Twttr o gli altri SocialNetworks è sempre divertente, stravagante, interessante, reale e/o frutto della fantasia.. ma mi piace se no non sarei qui a sbirciare un po’ tutto il mondo 2.0!
ciao! -
vangelo (cit.)
