I blogger son scollegati?
Leggo spesso i twitter dei blogger “famosi”. Boh non so a volte tanti mi paiono scollegati dalla realtà e dal quotidiano. Chi va al concerto un giorno si e un giorno si, chi salta da un barcamp ad un’altro, chi accompagna la moglie ai seminari, chi fa i biscotti e via così. Tutte cose piacevoli, ma mi suonano male. E’ anche per questo che il web 2.0 è così lontano dalla gente. Notte!
[...] Ket! che ci fai in Congo? Leggo spesso i twitter dei blogger “famosi”. Boh non so a volte mi paiono scollegati dalla [...]
Vittorio Pasteris » I blogger son scollegati?
21 Febbraio, 2008 alle 7:27 am
spettacolo! io ti posso dire che lavoro degli altri non so.
catepol
21 Febbraio, 2008 alle 12:03 pm
Io faccio biscotti mentre assisto al concerto in occasione di una presentazione letteraria e mi programmo per il seminario che terrò il giorno dopo.
Questo tutti i giorni ed ogni giorno in una città europea diversa. Che c’è di strano in fondo?
Novecento
21 Febbraio, 2008 alle 12:13 pm
pensa che ci sono anche quelli che lavorano sempre, hanno una vita grigia e triste e si inventano milioni di mirabolanti avventure quando scrivono su twitter
Luca Sartoni
21 Febbraio, 2008 alle 12:14 pm
ahah, quoto in pieno!!
Alessandro Baffa
21 Febbraio, 2008 alle 12:51 pm
Il punto è che secondo me molti rispondono alla domanda “what are u doing” in modo fantasioso: io a volte dico veramente davvero ciò che sto facendo o cosa farò, altre invece butto giù pensieri, segnalazioni, dialogo (anche se non mi piace fare caciara su Twitter). Come sempre dipende sempre da come si usa uno strumento del genere oltre che da chi lo usa: sarebbe interessante vedere infatti i Twitter di chi non ha e non scrive nemmeno su di un blog.
Dario Salvelli
21 Febbraio, 2008 alle 1:33 pm
La questione è limpida: quanto interessa alla blogsfera la dose di farina da mettere nei biscotti o la conference a cui tu partecipi? Poco o nulla, se non ai pochi amici del tuo circolo virtuale. E’ questo il web 2.0? No e forse noi blogger dovremo incominciare ad interrogarci su cosa scrivere e quanto sia “elegante” evitare l’autoreferenzialità… Bravo kett, stasera posto pure io sull’argomento.
pier fedrizzi
21 Febbraio, 2008 alle 1:59 pm
Io twitter lo uso quando sono in negozio a lavorare e quando sto a casa davanti alla tv. Forse è per questo che non sono una blogstar?
Stefano "Free.9" Scardovi
21 Febbraio, 2008 alle 6:09 pm
Ket, l’errore è tutto tuo. Invece di leggere i blog “famosi”, dovresti leggere quelli interessanti.
Gaspar
21 Febbraio, 2008 alle 6:59 pm
Sta facendo i biscotti e dopo va a prendere lezioni di Yoga
Axell
21 Febbraio, 2008 alle 6:59 pm
io sono un biscotto e tutto questo discorso lo trovo molto discriminante
breznev
21 Febbraio, 2008 alle 7:27 pm
[...] blogger lontani dai… blog Jump to Comments Scrive Michele un post su una questione che da tempo stiamo dibattendo: ovvero quanto siano distanti dalla [...]
I blogger lontani dai… blog « Carta Straccia
21 Febbraio, 2008 alle 10:57 pm
Ho mantenuto la promessa. Ecco il mio post: http://pieffeeffe.wordpress.com/2008/02/21/i-blogger-lontani-dai-blog/
pierfedrizzi
21 Febbraio, 2008 alle 10:58 pm
Finché scrivono mentre fanno biscotti o mentre sono anchilosati nella posizione del pavone reale non ci vedo nulla di strano. Il dramma è quando ti informano che gli stanno praticando un enteroclisma…
cymbalus
21 Febbraio, 2008 alle 11:07 pm
Gaspar, rilanci dandomi dell’ignorantello che segue le mode e frequenta solo i blog famosi. Non sono permaloso quindi la prendo come una battuta, infelice. Tra una partita a calcetto, una serata a teatro e il travaso dell’aceto balsamico cerco di leggere quello che mi interessa senza farmi condizionare da classifiche o altro, spesso in quel bel percorso che è la serendipità. Nel post non ho linkato ne te ne nessun altro proprio perchè non volevo andare a impicciarmi della vita di nessuno, non mi interessa ovviamente e volevo fare un ragionamento generale. Io credo che tu sia un talento e che parte del tuo capitale umano sia investito per cercare di arrivare ad una nuova informazione, all’economia della conoscenza, della felicità, del dono tanto cara a Luca, a me, credo a te e a molti altri. Che tu lo voglia o no quando vai allo State of the net di turno o a qualche barcamp se non sbaglio parli e bene proprio di questi concetti non delle serate al conservatorio seppure fenomeno sociologico interessante.
Putnam quando descrive cos’è il capitale sociale, come saprai, racconta del pensionato di colore e del ricco manager bianco, il loro punto di incontro è far parte della stessa associazione di bowling. Per questo il ricco manager decide di donare un rene al pensionato. Io credo che tu e tanti altri contribuiate a raggiungere con i vostri ragionamenti un nuovo modo di porsi nei confronti del capitale sociale, a patto che ti confronti con altre zone del capitale sociale che non sia il tuo. Ribadisco però che a volte tu e altri pisciate fuori dal vaso, del resto chi non lo fa di tanto, ma voi delle zone alte potete permettervelo meno di altri.
micheket
22 Febbraio, 2008 alle 10:10 am
vita triste? Lavoro? Ah che volgarità!
Redazione
22 Febbraio, 2008 alle 10:59 am
Michele, ti ringrazio per aver approfondito, ma non potrei essere meno d’accordo. Provo però ad approfondire anch’io.
Prima di tutto, il mio stare in rete (blog, twitter etc.) è perfetta espressione di quello che io sono davvero: un pirla qualunque che ogni tanto ne azzecca una. Il 99% delle cose che scrivo interessano a meno dell’1% dei lettori (amici intimi e parenti stretti), e gli altri giustamente le ignorano. Quando ne dico una giusta, qualcuno gentilmente la riprende e diffonde per la rete.
E’ proprio questo il bello del web: il filtro a posteriori. Le idee interessanti vengono molto più rapidamente alla ribalta, indipendentemente da chi le propone.
In questo quadro, a me pare che non ha assolutamente senso (ed è questo che ti rimproveravo, non di essere ignorante, non mi permetterei mai) parlare di blogger “famosi”, e tanto meno pretendere da loro che scrivano sempre e solo pensieri profondi. Specie su Twitter, dove si usa raccontare le minuzie dei fatti propri ai pochi amici interesati
Gaspar
22 Febbraio, 2008 alle 11:22 am
Ma la libera espressione di pensieri e/o parole dov è finita?
ognuno può inventare, spammare i post, mettere in circolo notizie interessanti o no, pensieri, cazzate.. tutto quello che gli passa per la testa, che sia reale o no che ti importa?
Tu hai il potere nelle mani: sei LIBERO di scegliere cosa leggere…
Quello che leggo io sui Twttr o gli altri SocialNetworks è sempre divertente, stravagante, interessante, reale e/o frutto della fantasia.. ma mi piace se no non sarei qui a sbirciare un po’ tutto il mondo 2.0!
ciao!
hecyra
22 Febbraio, 2008 alle 3:32 pm
vangelo (cit.)
ciro pellegrino
27 Febbraio, 2008 alle 2:01 pm
[...] rispetto a tutti/tanti altri che presienzano eventi o mangiano tramezzini mi sento orgogliosamente scollegato e libero di fare ciò che mi [...]
Dario Salvelli’s Blog » Blog Archive » Lavori? No, faccio il blogger!
9 Maggio, 2008 alle 9:28 pm