Ket! che ci fai in Congo?

non l’ho ancora capito, ma mi piacerebbe…

Marketing Politico

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Written by micheket

4 febbraio, 2010 alle 8:35 pm

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Deviato

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Fino a sei, sette anni fa leggevo i due editorialisti del corriere (Panebianco e Della Loggia) con interesse e mi trovavo d’accordo con loro quasi sempre. Da tempo li leggo e non ci trovo nulla. Sarò io o loro a essere deviati?

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31 gennaio, 2010 alle 8:41 am

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Cronostoria Apple

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Bella ricostruzione di Laura June

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27 gennaio, 2010 alle 9:52 am

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Aiuti umanitari. Il paradosso Coca Cola – OMS

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Bertolaso ha sbagliato i tempi e il contesto non però la sostanza delle sue dichiarazioni. E’ innegabile, e in parte è dovuto proprio al modo di fare cooperazione allo sviluppo degli Stati Uniti, che da tempo il primo che arriva cerca di piantare la bandierina della propria NGO, della propria Fondazione, della propria Associazione, prima degl’altri. Chi ha più visibilità riceve più soldi, chi è più bravo a fare marketing accede ai finanziamenti, chi si accaparra il testimonial più efficace più andrà in televisione. E chi crede diversamente è un ipocrita o un idealista, purtroppo è così. Proviamo invece a far si che le dichiarazioni di Bertolaso siano da stimolo per fare un’analisi vera (l’ennesima purtroppo) su cosa c’è da fare per modificare radicalmente la cooperazione allo sviluppo. Così com’è ora non serve quasi a nessuno, non ai paesi del sud del mondo, si invece ai paesi “occidentali” e a tutta la sua gente.

Fabio Pipinato, uno che di cooperazione allo sviluppo se ne intende, mi raccontava durante un viaggio in Kenya del paradosso Coca Cola – OMS.  Il trasporto delle medicine nei villaggi: è giusto utilizzare i camioncini freezer della Coca Cola per portare i medicinali nei villaggi africani?

Nella risposta ci sta l’unico modo, in questo momento, di fare cooperazione allo sviluppo.

aggiornamento:

Purtroppo i post e i commenti sulla blogsfera sono come quasi sempre a senso unico. Le solite beghe tra ideologie diverse. L’ennesima occasione sprecata di iniziare a ragionare sul sistema degli aiuti umanitari. Io a difendere Bertolaso non ci penso proprio ma basta essere stati un po’ in mezzo ai paesi del sud del mondo per capire che le cose stanno proprio come ha descritto Bertolaso. Ripeto l’unico errore (rilevante) è stata la tempistica e il contesto ma per il resto ci ha preso e tanto. (Imho)

vedi anche:

Piovono rane

Polisblog

Federico Punzi

Folle Rumba

Mr E’s

Indymedia

Fidest

Le ambiguità degli aiuti umanitari

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26 gennaio, 2010 alle 8:58 am

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Il resto del Carlino…

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uno dei tanti motivi che mi stanno spingendo a non comperare più il Corriere (mannaggia a me che continuo a farlo) è che con sta storia che ci vogliono 1,20 euro per comprarlo mi ritrovo le tasche piene di monetine…

Written by micheket

25 gennaio, 2010 alle 8:45 am

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Primarie Pd

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penso che le code alle primarie in Puglia sono l’unica cosa bella…
(foto “La Repubblica”)

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25 gennaio, 2010 alle 8:41 am

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La coerenza

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Non sapevo della fede di Feltri verso Craxi, ero fermo ai suo articoli sull’Indipendente…

Poi ci sono le citazioni raccolte su wikiquote:

- Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’, cioè la scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna”. (da L’Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l’approvazione della legge Mammì).
- Sui 70 e passa finiti in galera e su altrettanti che sono sul punto di finirci, soltanto tre si sono ammazzati, gli altri si godono il bottino. (da l’Indipendente, 30 luglio 1992)
- Mai provvedimento giudiziario fu più popolare, più atteso, quasi liberatorio di questo firmato contro Craxi [il primo avviso di garanzia] … Di Pietro non si è lasciato intimidire dalle critiche, dalle minacce di mezzo mondo politico (diciamo pure del regime putrido di cui l’appesantito Bettino è campione suonato) e ha colpito in basso e in alto, perfino lassù dove non osano nemmeno le aquile. Ha colpito senza fretta, nessuna impazienza di finire sui giornali per raccogliere altra gloria. Craxi ha commesso l’errore… di spacciare i compagni suicidi (per la vergogna di essere stati colti con le mani nel sacco) come vittime di complotti antisocialisti… È una menzogna, onorevole: che cosa vuole che importi a Di Pietro delle finalità politiche… I giudici lavorano tranquilli, in assoluta serenità: sanno che i cittadini, ritrovata dignità e capacità critica, sono dalla loro parte. Come noi dell’Indipendente, sempre. (da l’Indipendente, 16 dicembre 1992)
Craxi ha commesso l’errore di spacciare i compagni suicidi (per la vergogna di essere stati colti con le mani nel sacco) come vittime di complotti antisocialisti:.. è una menzogna, onorevole. Che cosa vuole che importi a Di Pietro delle finalità politiche. (da l’Indipendente, 16 dicembre 1992)
- È impossibile che tutto il castello accusatorio sia parto della fantasia (malata o remunerata) dei picciotti passati dalla piovra alla Giustizia. C’è chi mira a delegittimare i pentiti. Delegittimandoli, infatti, gli imputati dei processi di mafia si assicurano l’impunibilità. (da l’Indipendente, 21 aprile 1993, parlando del processo di Palermo contro Giulio Andreotti)

- Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’, cioè la scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna”. (da L’Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l’approvazione della legge Mammì).
- Sui 70 e passa finiti in galera e su altrettanti che sono sul punto di finirci, soltanto tre si sono ammazzati, gli altri si godono il bottino. (da l’Indipendente, 30 luglio 1992)
- Mai provvedimento giudiziario fu più popolare, più atteso, quasi liberatorio di questo firmato contro Craxi [il primo avviso di garanzia] … Di Pietro non si è lasciato intimidire dalle critiche, dalle minacce di mezzo mondo politico (diciamo pure del regime putrido di cui l’appesantito Bettino è campione suonato) e ha colpito in basso e in alto, perfino lassù dove non osano nemmeno le aquile. Ha colpito senza fretta, nessuna impazienza di finire sui giornali per raccogliere altra gloria. Craxi ha commesso l’errore… di spacciare i compagni suicidi (per la vergogna di essere stati colti con le mani nel sacco) come vittime di complotti antisocialisti… È una menzogna, onorevole: che cosa vuole che importi a Di Pietro delle finalità politiche… I giudici lavorano tranquilli, in assoluta serenità: sanno che i cittadini, ritrovata dignità e capacità critica, sono dalla loro parte. Come noi dell’Indipendente, sempre. (da l’Indipendente, 16 dicembre 1992)Craxi ha commesso l’errore di spacciare i compagni suicidi (per la vergogna di essere stati colti con le mani nel sacco) come vittime di complotti antisocialisti:.. è una menzogna, onorevole. Che cosa vuole che importi a Di Pietro delle finalità politiche. (da l’Indipendente, 16 dicembre 1992)
foto da: il rompiblog

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24 gennaio, 2010 alle 9:04 am

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Il paradigma di Al-Andalus

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Sartori in più occasioni sul Corriere fa degli strafalcioni incredibili sia storici che sociologici e direi pure politici, vedi il post di Mantellini che ben riassume e riporta tutti i link per seguire la vicenda e i post di studiosi sulla materia.

Io non sono uno studioso sull’argomento ma ho letto e riletto da quanto è bello il libro “Leggere Gandhi a Teheran” del filosofo iraniano Ramin Jahanbegloo. Tra le tante cose interessanti che ci si trova c’è il paradigma di Al-Andalus (Andalusia) o di Cordoba. In breve i sette-otto secoli di convivenza civile, culturalmente molto fiorente, tra cristiani, ebrei e musulmani in Andalusia.

Da studioso di lungo corso Sartori dovrebbe averlo letto e poi probabilmente dimenticato subito.

“Ciò che era notevole nella vita religiosa e culturale della Spagna islamica è che, nel loro intenso e ricco dialogo, ebrei, cristiani e musulmani non miravano tanto a convertirsi l’un l’altro alle rispettive fedi. Cercavano piuttosto di approfondire la loro comprensione e di convincersi della verità delle proprie fedi. Penso che siamo tutti d’accordo che al cuore dell’esperienza di Cordoba non sta l’intolleranza, ma un’aspirazione all’universale e un rispetto per la diversità. L’Europa si oscurava al tramonto, e intanto Cordoba, la città più grande e la sede dell’impero dei Mori musulmani in Spagna, risplendeva di lampade pubbliche. Gli europei si bagnavano in fiumi e laghi, e i cittadini di Cordoba usufruivano di più di un migliaio di bagni. L’Europa era invasa dagli insetti, mentre nella Spagna musulmana la gente si cambiava la biancheria ogni giorno. Gli europei camminavano nel fango, mentre le strade di Cordoba erano pavimentate. I palazzi europei avevano buchi per il fumo sui tetti, mentre l’architettura araba di Cordoba era squisita.

La nobiltà europea non sapeva scrivere neanche il proprio nome, mentre i bambini di Cordoba andavano a scuola. I monaci d’Europa non sapevano leggere il servizio battesimale. Gli insegnanti di Cordoba crearono una biblioteca con più di due milioni di libri, su tutti gli argomenti della vita umana. E’ una piccola pagina della storia europea, che gli studiosi europei, nei loro libri, scelgono di ignorare completamente o di menzionare solo di sfuggita. In quest’epoca in cui è l’Occidente a dominare il mondo, spesso sentiamo ricordare quanto l’Europa sia e sia stata civile, democratica, umana, tollerante e illuminata rispetto ai barbari, primitivi, violenti e “medievali” musulmani. Per tutto il Medio Evo ebrei e musulmani hanno preso in prestito molto gli uni dagli altri, nel campo della filosofia, della scienza, del misticismo e della legge. Per esempio, Maimonide venne profondamente influenzato dai nostri filosofi musulmani, mentre molti oggi, nel mondo islamico, lo leggono come un pensatore arabo.
Un esempio eccezionale della cooperazione religiosa fu la moschea di Cordoba, che il venerdì veniva usata dai predicatori musulmani, il sabato dalla comunità ebraica, e la domenica dai cristiani.”
Altri link qui e qui

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8 gennaio, 2010 alle 10:00 pm

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Berlusconi e il web

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1) Berlusconi non ha mai usato così tanto la rete (il social network forzasilvio.it come medium) come dall’aggressione in Duomo. 2) i giornali e le tv riportano le info riprendendole pari pari dal socialnetwork. Ora mi chiedo quando non ci saranno più cerotti e ematomi B. userà ancora il web o tornerà alle sue tv e ai suoi giornali?

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29 dicembre, 2009 alle 11:56 am

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Fuori dal vaso

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Eccoli qui, anche Gian Antonio Stella ha pisciato fuori dal vaso:

“…Come ha spiegato Antonio Roversi nel libro «L’odio in Rete», il lato oscuro del web «è popolato da individui e gruppi che, pur nella diversità di accenti e idio mi utilizzati, parlano tutti, salvo qualche rara ma importante eccezione, il linguaggio della violenza, del la sopraffazione, dell’annientamento ». Tomas Maldonado l’aveva già intuito anni fa: «In queste comunità elettroniche cessa il confronto, il dialogo, il dissenso e cresce il rischio del fanatismo. Web significa Re te ma anche ragnatela. Una ragnatela apparentemente senza ragno, dove la comu­nicazione, a differenza del la tivù, sembra potersi esercitare senza controllo». Ma più libertà di odio è più democrazia? È una tesi dura da sostenere. E pericolosa. Perché, diceva Fulvio Tomizza, che aveva visto il suo piccolo paradiso istriano disintegrarsi in una faida etnica un tempo inimmaginabile, «devono ancora inventarlo un lievito che si gonfi come si gonfia l’odio»

Written by micheket

15 dicembre, 2009 alle 10:39 am

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