29 gennaio, 2012

Giornalisti che vorrei in Italia

In Somalia lavora per portare la democrazia, Hassan Osman Abdi, lo hanno ucciso.

25 gennaio, 2012

Streaming

Chi mi aiuta? Se ascolto radio 24 in streaming con la app dedicata sul iphone  (via 3g) rispetto ad ascoltarla sempre in streaming ma su pc (via wifi) c’è un latenza sul iphone di circa 20 secondi. Perché? :)

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10 gennaio, 2012

folksonomie vs tassonomie

Google introduce la ricerca (search) sociale Search Plus Your World nel suo motore e ora aspetto che facebook faccia lo stesso da qui a poco. In effetti spesso sarebbe stato utile anche su fb, almeno per me. Fb sarà nella ricerca meno forte sui contenuti pubblici ma sicuramente lo sarà più su quelli sociali. Quindi la ricerca (intesa come search) sociale prevarrà su quella pubblica/istituzionale? Sarà la vittoria delle folksonomie e la morte delle tassonomie?

10 gennaio, 2012

Chi va piano non va lontano

Facebook ha sempre avuto come uno dei punti di forza la velocità di caricamento dei dati e quindi delle pagine. Nel 2004 quando è partito è stato uno dei fattori che lo ha visto predominare su altri social network che stavano partendo. Zuckerberg maniacalmente lo ha sempre seguito in prima persona per i primi anni investendo quasi solo esclusivamente sui server e l’architettura dei database. Ma oggi con questa timeline fb è lento terribilmente lento rispetto al passato. Un buon motivo per passare sempre più a twitter e diaspora

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10 gennaio, 2012

Porting

Pulp ha fatto il porting da ios a osx e sincronizzando pure! :) ) che io sappia sono tra i primi a fare porting da ios a osx e non viceversa.
- Ios e osx si stanno integrando sia tecnologicamente sia graficamente sia nella fruibilità utente. Se provi a installare pulp per mac ti farà specie muoverti tra due versione identiche di un software che usi su due device diversi e con due sistemi di intefaccia diversi, dita e mouse, con tutto quello che ne consegue.
- nel mondo dell’infomazione vedo nel tempo il porting delle informazioni da diversi hardware: Device giornale a device computer a device ipad ora il flusso si capovolge da device ipad si torna a device computer come con pulp e il suo flusso delle informazioni.
Forse una soluzione profit per fare e leggere le informazioni sta in mezzo ,come in un buco nero, tra il porting da ipad a pc. E’ un buco nero di cui però iniziamo a conoscere i movimenti e la sua relatività

2 gennaio, 2012

Civic Media

Timu è il primo civic media del web. E lo slogan proposto da Simone Fogliata dal “mi piace” al ” mi impegno” ci sta bene assai.

1 gennaio, 2012

La punta dell’iceberg

I dati visibili del web sono sempre più come la classica punta dell’iceberg. E con l’arrivo dei social network nel 2004 credo che ora l’iceberg sia davvero enorme e la punta sempre più piccola.

Da indagini del 2000, preistoria del web ma non ho avuto tempo di cercare nuovi dati, emerge che 7500 terabyte di dati stavano nel deep web quindi tendenzialmente non visibili perche gestiti dai database. Emergono quindi solo su interrogazione dell’utente. 19 invece erano i terabyte visibili.

Abbiamo una memoria di dati pubblica molto piccola; la grande memoria sta sommersa e sarà sempre più importante nel prossimo tempo avere buoni strumenti per poterla utilizzare.

La web foundation intanto sta ultimando il progetto web index per avere dei dati precisi e aggiornati

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14 dicembre, 2011

il bollino di timu

Il fatto fa un bel pezzo sul bollino di timu. E la rete ne parla, qui su Indigeni digitali, poi Luca, Lidia e tanti altri.

Su indigeni digitali ho scritto:

E’ una bella discussione. Se posso aggiungere i miei 5 cents, vista da fondazione ahref dove lavoro.
Ahref propone uno dei metodi per fare informazione. Chi decide di appiccare il bollino quando fa informazione in web fa un atto di generosità verso chi legge. Scrivo, faccio un video, posto e ti avviso che provo a farlo senza conflitto d’interessi, rispettando la legge e magari nella maniera più accurata possibile. Poi, ovvio, chi mi legge, mi ascolta farà le sue considerazioni bollino o non bollino. MI pare un concetto dialogico semplice. Ci confrontiamo e ti dico che provo a farlo con legalità, accuratezza, trasparenza. Alla ricerca della verità senza che questa sia mai proclamata e dove ovviamente non prevale una legittimazione morale di nessun interlocutore tantomeno di chi ha il bollino.

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24 novembre, 2011

Pordenone

Lunedì ero a Pordenone e Sergio mi ha fatto scoprire un po di cose:

- Pordenone deriva da porto e Noncello, il fiume che scorre appena fuori il centro

- mi ha portato a mangiare in un posto interessante, a pnbox. Pnbox è un esperimento, molto concreto, di webtv e non solo. Appena si entra ci sono uffici mentre sotto ci sta uno spazio di registrazione video e un bel ristorante dove si mangia bene. E’ un esempio di come si può fare business o rendere sostenibile un progetto di media civic. Complimenti a Francesco Vanin che l’ha fatta partire

- mi ha parlato del suo libro in ebook “Io editore tu rete”, edito da apogeo. che ho scaricato subito e che come tutti i libri di Sergio è stimolante e fa pensare.

Una bella giornata :)

 

14 ottobre, 2011

Il grande inventore che non inventò nulla

Pubblicato sul Trentino di oggi

IL grande inventore che non inventò nulla.
Steve Jobs, il signor Apple, è stato un leader, un genio e uno showman.
Forse non è stato uno dei più grandi inventori ma sicuramente è riuscito a interpretare i bisogni della gente molto prima di tutti e non solo nel campo dell’informatica, ma anche in quello del design, delle abitudini, della musica, della comunicazione e dell’informazione. E ha cambiato radicalmente tutti questi campi.
Non ha inventato la GUI (grapich user interface) per intenderci le iconcine e la grafica con cui tutti noi ci interfacciamo con i nostri computer anche se è stato il primo a scovare chi la faceva e a utilizzarne e perfezionarne l’idea.
Non ha scoperto la musica digitale, gli mp3, quella l’ha inventata un ingegnere italiano a Torino ma ha capito come riprodurla e venderla con gli Ipod e Itunes.
Non ha scoperto nemmeno i telefoni alla Iphone. I primi telefonini mobili che ti facevano scrivere, fotografare, mandare email erano di altri ma anche qui Jobs con la pignoleria e la cura maniacale nel dettaglio è riuscito a tirar fuori dal cilindro quello più bello, più funzionale. Lo stesso per la tavoletta Ipad che ne è quasi una naturale evoluzione.
Jobs ha assemblato straordinariamente bene idee, sogni e bisogni della gente e li ha trasformati in realtà. E se il ruolo dell’inventore è questo allora il signor Jobs è stato un grande inventore.
E per ottenere ciò non aveva un approccio etico. Un corrispondente del New York Times ricorda di aver incontrato un lavoratore cinese addetto alla catena di produzione di un componete dell’Ipad, aveva le mani innaturalmente piegate dai troppi movimenti ripetitivi e si mise a piangere quando il giornalista accese il suo Ipad. Non ne aveva mai visto uno in funzione.
Per Jobs la condivisione era funzionale solo quando il fine era quello di rendere più ricca Apple.
E quanto di questo genio fosse almeno originariamente per la condivisione e non per la ricchezza rimane un pensiero del signor Jobs; lo scopriremo forse nell’unica biografia autorizzata in uscita nei prossimi giorni.
La sua vera e unica geniale invenzione fu quella di costruire alla fine degl’anni 70 con un finanziamento di 250 mila dollari circa il primo personal computer in uno dei tanti famosi garage americani dove sono nati Youtube, Google e molti altri. Fu un vero colpo di genio perché in contrapposizione all’Ibm e agl’altri colossi che vedevano il computer come strumento dedicato esclusivamente alle grandi aziende, Jobs ne voleva uno in ogni casa, di più, uno per ogni persona, la famosa I che diventa protagonista
IPad. Iphone, Ipod. I(o) e il mio Pad. Io dentro il mio Pad. Un rapporto simbiotico, osmotico ma chiuso.
Dobbiamo anche e soprattutto a gente come Steve Jobs e Bill Gates, a gente come Kevin Kelly e altri visionari degli anni ‘90 che fondarono Wired, la rivista bibbia di Internet, se l’informatica e il web in particolare oggi sono anche strumento di condivisione e conoscenza. Dobbiamo a loro se oggi possiamo navigare cosi facilmente nella rete. Dobbiamo a loro se il Web ora è questa grande opportunità.
A loro che paradossalmente ben presto videro il Web come un demonio per la loro Apple e Microsoft. Perché troppo grande, troppo anarchico, troppo incontrollabile, troppo aperto. Tanto malefico che le app, le applicazioni che ci fanno trovare velocemente il ristorante o prenotare un treno, che stanno sui nostri Ipad e Iphone e uguale sui telefoni e tavolette con sistema operativo Android, sono uno strumento strategico di Apple per uscire dalla dinamiche anarchiche del web. Alle app Internet non serve.
E infine ancora a loro se Morozov uno dei grandi critici e analisti di Internet oggi nel suo libro “L’illusione della Rete” può permettersi di scrivere che se i computer e il web fossero rimasti nelle mani degl’ingegneri del IBM, le email sarebbero nel 2011 il più grande e innovativo strumento a disposizione delle persone.

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